Tra le righe di una stagione memorabile: il verdetto degli addetti ai lavori sul TCR Europe 2025

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 23 Dicembre 2025

Dieci anni di storia, un solo punto a fare la differenza e una stagione capace di riportare il TCR Europe ai massimi livelli. Il 2025 non è stato soltanto un anniversario importante, ma una vera lezione di motorsport turismo: equilibrio tecnico, profondità di talento e un finale deciso soltanto dal countback post-gara. Giornalisti e commentatori che hanno seguito l’intero campionato raccontano, ciascuno dal proprio osservatorio, perché questo è stato davvero un anno “classico”.


Marcus Simmons (AUTOSPORT, Regno Unito)

Il finale di stagione ha avuto un sapore familiare per chi è cresciuto con i grandi duelli del turismo britannico, ma la scena si è spostata dal freddo di Brands Hatch al sole autunnale del Circuit de Catalunya. Qui si è consumato un epilogo degno dei migliori copioni.

La scelta di Jenson Brickley di uscire dal contesto nazionale per misurarsi a livello internazionale ha trovato la sua consacrazione con il titolo europeo. Cinque piloti ancora in corsa per il campionato all’ultima gara, Brickley inizialmente bloccato in sesta posizione con la sua CUPRA, Teddy Clairet apparentemente in controllo dalla seconda piazza con l’Audi. Poi il cambio di scenario: il ritmo sorprendente delle Honda, il sorpasso decisivo di Ruben Volt su Clairet, la minaccia rappresentata da Felipe Fernández e il ruolo chiave di Eric Gené, che ha protetto il compagno di squadra spagnolo fino alla bandiera.

Un punto di margine sul traguardo, annullato dall’esclusione post-gara di Volt che ha portato Clairet a pari punti, ma con il titolo assegnato a Brickley per miglior countback. Un finale perfettamente in linea con la qualità dell’intera stagione.


Michael Bräutigam (Motorsport AKTUELL, Germania)

La gara simbolo dell’anno è stata, per lui, la seconda corsa di Hockenheim. Una scelta di pneumatici azzeccata da Felice Jelmini in condizioni meteo sempre più critiche ha trasformato la gara in una lotta di sopravvivenza sull’asfalto bagnato. Diversi protagonisti sono finiti nei guai, regalando uno spettacolo intenso per chi guardava dall’esterno, decisamente meno confortevole per chi era in abitacolo.

Altro momento chiave, il weekend di Marco Butti a Spa: un mezzo ribaltamento nelle prove, la vittoria in Gara 1 e poi l’incidente pesante in Gara 2. In pochi giorni, l’essenza più pura e contrastante del motorsport.


Claudio Luna (AUTOhebdo, Spagna)

Un campione britannico, ma una stagione dal forte accento spagnolo. Brickley ha conquistato il titolo al volante della CUPRA León VZ grazie a una gestione lucida delle opportunità, supportato da Monlau Motorsport, squadra che dopo il successo del 2024 ha confermato un livello di eccellenza assoluto.

Il contributo spagnolo non si è limitato al titolo piloti e a quello team. Eric Gené ha chiuso quarto, restando in lotta fino alla fine contro il team Clairet e lo stesso Brickley. Un segnale di solidità per un campionato che arrivava da anni complicati, con griglie ridotte. Il nuovo assetto promozionale, con Rubén Fernández al fianco di Marcello Lotti e del promotore TCR Spain Gabriel Alonso, ha dato stabilità e visione a un progetto tornato credibile. Per la Spagna, il 2025 è stato un motivo di orgoglio.


Marco Colletta (P300.it Motorsport Media, Italia)

Il 2025 ha rappresentato una rinascita non solo in pista ma anche dietro le quinte. Le battaglie viste in gara, i sorpassi e la varietà di talento sono stati accompagnati da un clima di soddisfazione generale nel paddock.

Rispetto e correttezza in pista hanno riportato l’attenzione di team e piloti provenienti dai campionati nazionali. Fin dal primo round in Portogallo era chiaro che il livello sarebbe stato altissimo, conferma arrivata tappa dopo tappa. Ogni weekend rendeva impossibile individuare una combinazione pilota-vettura dominante, fino all’ultima bandiera a scacchi di Barcellona, con dodici piloti ancora matematicamente in corsa per il titolo.

Il TCR Europe ha così riaffermato il suo ruolo di serie regionale di riferimento, capace di fare da ponte verso i livelli più alti, incluso il TCR World Tour.


Paul Jeffrey (commentatore ufficiale TCR Europe)

Guardando indietro all’inverno 2024, pochi avrebbero immaginato una stagione di tale successo sportivo. In pista, un gruppo di 35 piloti ha regalato momenti memorabili e un finale mozzafiato, con un campione al debutto nella serie.

Ma i momenti più intensi, spesso, nascono nelle situazioni più difficili. In questo senso, il 2025 è stato l’anno dei fratelli Clairet. Jimmy e Teddy, outsider fin dall’inizio con il team di famiglia, hanno unito lavoro tecnico e talento in pista insieme al padre Jean-Marie, sfiorando un titolo che è sfuggito solo per il countback finale, a parità di punti.

Un epilogo durissimo, ma anche la dimostrazione che determinazione, coesione e qualità possono ancora scrivere storie autentiche nel motorsport.


Conclusione
Il TCR Europe 2025 ha offerto tutto: tensione sportiva, colpi di scena, nuovi protagonisti e veterani all’altezza della sfida. Per i tifosi, una stagione da ricordare. Per il campionato, la conferma di essere tornato dove merita.