Daytona Beach, 26 gennaio 2026 – Se qualcuno pensa che 24 ore di gara siano tante, la 64ª edizione della Rolex 24 At Daytona ha dimostrato che possono anche non bastare. Prima la notte surreale, segnata da oltre sei ore di neutralizzazione per la nebbia – un record poco invidiabile – poi il risveglio del pubblico, con Daytona International Speedway che ha salutato un’affluenza mai vista. E infine, come tradizione impone, un finale al cardiopalma.
I numeri raccontano tutto: margini ridottissimi in ogni classe, con la vittoria più “larga” che non ha superato i 5,590 secondi in LMP2. Sommando tutti i distacchi finali delle quattro categorie principali si arriva a poco più di dieci secondi dopo un’intera giornata di gara. Non un caso, ma il riflesso di una Rolex 24 combattuta fino all’ultimo giro, degna apertura di stagione dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship.
Nasr, Porsche e Penske: ormai nobiltà di Daytona
La vittoria assoluta ha un nome e un cognome ben noti: Porsche Penske Motorsport. Il team ha centrato il terzo successo consecutivo, entrando in un club esclusivo della storia della gara. Per Felipe Nasr è stata una consacrazione definitiva: tre vittorie assolute in tre anni diversi, più un successo di classe che porta il totale a quattro Rolex al polso. Numeri che pesano, soprattutto in un contesto in cui la continuità e la freddezza nelle fasi decisive fanno la differenza.
Non conta da dove parti, ma dove arrivi
La gara ha premiato anche chi ha saputo risalire la corrente. La Cadillac Whelen numero 31, nonostante penalità e imprevisti, è arrivata a un soffio dal colpaccio assoluto dopo una rimonta furiosa. In GTD Pro, invece, Paul Miller Racing ha completato l’opera: partenza complicata, gara senza sbavature e vittoria finale dopo aver attraversato tutto il gruppo. Stessa filosofia anche in LMP2, dove una partenza nelle retrovie non ha impedito di costruire un successo passo dopo passo, senza forzare quando non serviva.
Tripletta tedesca
Alla fine, a sorridere è stata soprattutto la Germania. Porsche in GTP, BMW in GTD Pro e Mercedes-AMG in GTD hanno firmato una tripletta che parla chiaro. Con dodici costruttori al via nelle classi principali, il rischio di tornare a casa delusi era altissimo per molti. Per tre marchi, invece, la Rolex 24 2026 si è trasformata in una vetrina perfetta, tra continuità, organizzazione e capacità di colpire al momento giusto.
