Con il finale di stagione sul circuito di Hockenheim si chiude un capitolo importante nella storia della DTM. René Rast, tre volte campione della serie e tra i piloti più vincenti di sempre, ha salutato il campionato dopo otto intense stagioni. Un weekend carico di emozioni per il pilota di Bregenz, che ha annunciato il proprio ritiro mentre lottava ancora per il sogno del quarto titolo, svanito per un ritiro anticipato.
Un addio tra emozioni e riconoscenza
Rast ha raccontato di aver ricevuto un’ondata di affetto da fan e colleghi: «Ho ricevuto tantissimi messaggi e in pista molti piloti sono venuti a salutarmi prima dell’ultima gara. Thomas Preining, ad esempio, mi ha regalato un casco con una dedica personale. Dopo il ritiro in gara, quel sostegno mi ha davvero scaldato il cuore».
La decisione, presa con serenità, lascia comunque un piccolo rimpianto: «Mi sarebbe piaciuto ringraziare i tifosi con dei donuts davanti alle tribune. Dopo otto stagioni in DTM sarebbe stato un momento speciale, anche per la mia squadra, Schubert Motorsport, che ha dato tutto con una passione incredibile».
Il finale di stagione e la lotta per il titolo
L’ultima gara è stata un vero e proprio duello ad alta tensione. Rast, in lotta diretta con Ayhancan Güven, ha descritto la bagarre con parole di grande sportività: «Quando hai una possibilità di superare, devi provarci. Non mi aspettavo che Ayhancan rilanciasse, ma è stato un confronto corretto. Purtroppo sono stato poi colpito da dietro e costretto al ritiro. Alla fine, il suo titolo è meritato: ha fatto una stagione straordinaria».
Ricordi indelebili e grandi rivalità
Il pilota tedesco lascia la DTM con un palmarès di 3 titoli e 31 vittorie, numeri che lo collocano tra i più grandi della categoria. Ma è il primo trionfo nel 2017 a occupare un posto speciale nei suoi ricordi: «Non c’era il team radio, quindi non sapevo di aver vinto. Ho scoperto tutto solo due curve dopo il traguardo, quando ho sentito le urla del team. È un momento che non dimenticherò mai».
Tra i rivali più tosti, Rast cita Lucas Auer, Gary Paffett, Nico Müller e Thomas Preining, protagonisti di duelli intensi e rispettosi.
Il legame con l’ADAC e i progetti futuri
Rast ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’ADAC nella sua carriera: «Senza la Formula BMW ADAC non sarei mai entrato nel motorsport. Il supporto dell’ADAC, anche attraverso la Stiftung Sport, è stato determinante per me e per tanti altri piloti».
Ora l’obiettivo è rallentare e godersi la famiglia: «Voglio vivere di più la quotidianità, portare i bambini a scuola, partecipare alle loro attività. Sono cose semplici, ma che mi sono mancate».
Un possibile ritorno?
Sul futuro, Rast lascia uno spiraglio aperto: «Non si può mai dire mai. Al momento sono felice della mia scelta, ma mi piacerebbe un giorno fare quell’ultimo giro davanti ai tifosi. È l’unica cosa che mi manca davvero».
