Un nuovo mondo per il rugby: nel 2026 debutta la Nations Championship

Scritto da: Redazione
Pubblicato il 17 Novembre 2025

Il 2026 segnerà una svolta epocale per il rugby internazionale. L’arrivo della Nations Championship, il nuovo torneo biennale nato dalla collaborazione tra Six Nations Rugby e SANZAAR, ridefinirà equilibrio, tradizioni e rivalità del gioco a livello globale. Dodici nazioni tra le più competitive del pianeta si sfideranno dentro una cornice rivoluzionaria, pensata per dare forma e significato a ogni match disputato tra luglio e novembre.

Un format che cambia il panorama internazionale

Approvata dal World Rugby Council nel 2023, la Nations Championship rappresenta l’elemento cardine della ristrutturazione dei calendari globali, il cui obiettivo è bilanciare competizioni internazionali, impegni dei club e percorsi di crescita del movimento.
Il torneo unisce in un’unica competizione le finestre estive e autunnali, trasformandole in un percorso continuo: sei partite garantite per ogni nazionale, tutte contro avversarie dell’emisfero opposto.

Il quadro è semplice e spettacolare:

  • Gruppo Nord: Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Scozia, Galles
  • Gruppo Sud: Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Giappone, Fiji

A luglio, le squadre del Nord voleranno nell’emisfero sud per affrontare tre turni inaugurali di livello altissimo. A novembre avverrà l’inverso, con le nazionali SANZAAR – più Giappone e Fiji – pronte a tentare l’assalto al Nord o a ribaltare quanto accaduto mesi prima.

Il tutto convergerà verso un appuntamento mai visto nel rugby: la Finals Weekend, tre giorni di sfide incrociate che si terranno a Londra, all’Allianz Stadium, nel novembre 2026. Qui, le prime classificate dei due gruppi si contenderanno il titolo di prima Campionessa della Nations Championship, mentre le altre sfideranno la controparte dell’altro emisfero per determinare la graduatoria finale e la supremazia annuale tra Nord e Sud.

Rivalità storiche, nuovo orizzonte

Il debutto, fissato per sabato 4 luglio 2026, è all’altezza della portata dell’evento:

  • Nuova Zelanda – Francia
  • Australia – Irlanda
  • Sudafrica – Inghilterra

Tre partite che da sole valgono una stagione, e che ora apriranno un torneo pronto a stabilire chi comanda davvero nel rugby fuori dal Mondiale.

Le parole dei protagonisti

Tom Harrison, CEO di Six Nations Rugby, sintetizza così la portata storica del progetto:

“La Nations Championship ha il potere di ridefinire il futuro del rugby. La collaborazione tra Six Nations Rugby e SANZAAR rappresenta un cambiamento tettonico: un torneo con vera rilevanza globale, capace di generare spettacolo, crescere il gioco e dare significato a ogni match.”

Anche SANZAAR, attraverso il CEO Brendan Morris, sottolinea il valore dell’iniziativa e l’inclusione di Giappone e Fiji:

“È un passo storico. I nostri membri, insieme a Fiji e Giappone, affronteranno il meglio dell’Europa ogni due anni. La competizione fornirà il contesto ideale per continuare a eccellere.”

Ronan Dunne, Co-Chair del torneo, rimarca la visione comune:

“La Nations Championship è un momento trasformativo per l’intero sport. Lavorare insieme ha permesso di creare un torneo che può influenzare il percorso del rugby per gli anni a venire.”

Infine, Mark Alexander celebra il percorso che porta all’edizione inaugurale:

“L’ingresso di Giappone e Fiji dà loro continuità e opportunità ai massimi livelli. Questo torneo rappresenta una piattaforma davvero globale per il rugby.”

Un nuovo equilibrio per il futuro

La Nations Championship offre un’identità completamente nuova alle serie internazionali, dando finalmente una struttura unitaria, sostenibile e competitiva. Ogni incontro avrà peso, ogni viaggio avrà un obiettivo chiaro, ogni finestra internazionale avrà una storia da raccontare.

Il conto alla rovescia è iniziato. Londra si prepara a ospitare un evento che potrebbe ridefinire il rugby moderno. Nel frattempo, il mondo aspetta di scoprire quale emisfero si imporrà quando, nel luglio 2026, gli equilibri del gioco verranno rimessi in discussione.