Max Verstappen ha concluso la seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Città del Messico davanti a tutti, confermando la supremazia della Red Bull Racing e chiudendo la giornata con un miglior tempo di 1’17”392. Alle sue spalle, separati da distacchi minimi, si sono piazzati Charles Leclerc con la Ferrari e Kimi Antonelli al volante della Mercedes.
Il ritorno dei titolari
Dopo la FP1 dominata da Leclerc e segnata dalla presenza record di nove rookie, nella sessione pomeridiana sono tornati in pista tutti i titolari, trovando condizioni di pista calda e asciutta. Antonelli ha vissuto un avvio complicato a causa di un problema tecnico sulla sua W16, che lo ha costretto inizialmente a rientrare ai box. Problemi anche per George Russell, autore di un’escursione fuoripista nelle prime fasi.
Leclerc ha dettato il ritmo nella parte iniziale, girando in 1’18”353, mentre Norris e Hamilton si sono collocati subito dietro. Con il passaggio alle gomme soft, la classifica ha iniziato a muoversi: Alex Albon ha toccato leggermente il muro all’uscita della curva 16, ma senza conseguenze. Quando tutto sembrava orientato verso una nuova leadership Ferrari, Verstappen ha risposto con un giro perfetto, battendo Leclerc di 0”153.
Top ten compatta
Il campione olandese non ha poi migliorato ulteriormente, preferendo concentrarsi su una simulazione gara con gomme medie, nonostante un messaggio via radio in cui lamentava “zero grip”. Antonelli ha completato il suo programma salendo fino al terzo posto, mentre Norris e Hamilton hanno chiuso quarto e quinto, davanti a Russell, Tsunoda, Alonso, Sainz e Stroll.
Dietro di loro, Lawson ha chiuso undicesimo, seguito da Piastri (dodicesimo), Ocon, Hadjar, Bortoleto, Hulkenberg, Bearman, Colapinto, Albon e Gasly.
Prossimi appuntamenti
I team analizzeranno ora i dati raccolti per prepararsi al sabato, che vedrà in programma la FP3 alle 11:30 locali (18:30 italiane) e le qualifiche alle 15:00 (22:00 italiane), quando si definirà la griglia di partenza del Gran Premio di Città del Messico.
