Max Verstappen trasforma un weekend iniziato nel peggiore dei modi in una cavalcata memorabile: dal via dalla pit lane al terzo posto finale, soltanto dieci secondi dal vincitore Lando Norris. Sul tracciato di Interlagos, l’olandese ha riscritto ancora una volta le regole della rimonta, portando la Red Bull sul podio dopo una gara tutta cuore e strategia.
Partito dopo una qualifica difficile, Verstappen ha dovuto persino affrontare una foratura nelle prime fasi, ma grazie a una strategia perfetta e a una serie di sorpassi da manuale, è risalito fino alle posizioni di vertice. “Non pensavo fosse possibile arrivare così in alto – ha commentato – ma il team ha fatto un lavoro eccezionale. Non ci arrendiamo mai”.
Weekend complicato invece per Yuki Tsunoda, penalizzato da un contatto con Lance Stroll e costretto a una gara in salita che si è conclusa al 17° posto. Laurent Mekies, Team Principal Red Bull, ha lodato l’impresa di Verstappen: “Non è una vittoria, ma è una giornata molto positiva. Abbiamo rischiato, imparato e dimostrato che la macchina aveva il ritmo giusto per lottare al vertice”.
Grande soddisfazione anche nel box della Visa Cash App Racing Bulls, con entrambe le vetture in top ten: Liam Lawson 7° e Isack Hadjar 8°. Una doppietta di punti preziosi che rilancia la squadra nella classifica costruttori. Lawson ha gestito alla perfezione la strategia a una sola sosta, mentre Hadjar, dopo un avvio difficile, ha recuperato terreno fino a sfiorare il compagno di squadra nel finale. “È stato difficile ma bellissimo – ha raccontato Lawson – oggi la gestione gomme era tutto”.
Il Team Principal Alan Permane ha commentato con soddisfazione: “Era da un po’ che mancava un risultato così. Entrambe le macchine nei punti, strategie diverse ma grande maturità da parte dei piloti. Ora testa a Las Vegas per chiudere l’anno nel modo migliore”.
Una domenica da applausi, dunque, quella di Interlagos: la rimonta di Verstappen e la solidità dei giovani Racing Bulls ricordano a tutti che, anche quando sembra tutto perduto, nel motorsport non esiste mai la parola “resa”.
