Max Verstappen ha fatto sua la seconda vittoria in carriera sul tracciato del Las Vegas Strip, firmando un successo costruito tutto nei primissimi metri di gara. Partito dalla seconda posizione, il pilota Red Bull ha avuto un grande spunto allo spegnimento dei semafori. Lando Norris ha provato a chiudergli la porta in frenata, ma ha staccato troppo tardi alla prima curva, spalancando la strada all’olandese verso il comando della corsa.
Da quel momento, la gara di Verstappen si è trasformata in un esercizio di controllo e gestione. Alle sue spalle si è inizialmente portato George Russell, capace di passare Norris subito dopo la partenza, ma con il passare dei giri il pilota Red Bull è riuscito a togliersi dal raggio DRS del Mercedes, costruendo margine con passo e consistenza.
Dopo una qualifica bagnata, la gara è partita su pista asciutta con tutta la top ten al via con gomme Medium. Eccezione per Nico Hülkenberg, undicesimo con le Hard, Kimi Antonelli, unico su Soft partendo dalla 17ª posizione, e Yuki Tsunoda dalla pit lane. Alle spalle dei primi, il via è stato subito movimentato: contatto tra Liam Lawson e Oscar Piastri con danni all’ala per Lawson, mentre Gabriel Bortoleto ha colpito Lance Stroll in curva 1, innescando anche il testacoda di Pierre Gasly. Stroll e Bortoleto hanno dovuto ritirarsi e la direzione gara ha attivato una Virtual Safety Car, rientrata al termine del quarto giro.
Alla ripartenza Verstappen ha mantenuto il comando, con Russell che ha cercato più giri di restare agganciato ma è poi scivolato oltre il secondo di distacco. Norris si è assestato in terza posizione davanti a Carlos Sainz e Isack Hadjar, con Piastri sesto. Al giro 12 l’australiano ha perso la posizione su Charles Leclerc per un errore in curva 12. Due tornate dopo, un contatto tra Alexander Albon e Lewis Hamilton ha causato la rottura dell’ala anteriore del pilota Williams, frammenti in pista e una nuova Virtual Safety Car.
La fase di pit stop ha rimescolato le carte senza stravolgerle. Russell è stato il primo dei leader a fermarsi, al giro 18, montando gomme Hard. Norris ha seguito la stessa strategia al giro 23, rientrando dietro al pilota Mercedes. Verstappen ha effettuato il suo pit stop al giro 26, passando anche lui sulle Hard e mantenendo la leadership davanti a Russell e Norris.
Con gomme fresche, Norris ha aumentato il ritmo e al giro 34 ha completato il sorpasso su Russell per riprendersi la seconda posizione sul rettilineo dello Strip. Da lì ha iniziato l’inseguimento su Verstappen, ma il distacco – oscillante attorno ai sei secondi – non si è mai realmente ridotto. Nel finale, inoltre, Norris è stato costretto al risparmio carburante, permettendo a Verstappen di gestire senza più pressioni.
L’olandese ha così conquistato la sua sesta vittoria stagionale, arricchita anche dal giro più veloce all’ultimo passaggio. Norris ha chiuso secondo a circa 20 secondi, con Russell terzo. Alle loro spalle: Piastri quarto, Antonelli quinto nonostante una penalità di cinque secondi per falsa partenza, Leclerc sesto, Sainz settimo, Hadjar ottavo, Hülkenberg nono e Hamilton decimo. Albon si è poi ritirato definitivamente al giro 37, diventando il terzo stop di giornata dopo Stroll e Bortoleto.
Nel post-gara Verstappen si è detto sorpreso ma estremamente soddisfatto: ha sottolineato quanto fosse difficile leggere il comportamento delle gomme dopo le prove, spiegando di aver trovato il giusto ritmo soprattutto nel primo stint con la mescola più fragile. Ha evidenziato come la possibilità di restare in pista qualche giro in più rispetto agli altri e “spezzare la gara in due” gli abbia dato un vantaggio decisivo. Importante anche la sua lettura in partenza: senza quel sorpasso iniziale, ha ammesso, sarebbe stato difficile liberarsi degli avversari più avanti.
Quando gli è stato riferito che Norris nel finale era stato spronato via radio dal team per raggiungerlo, Verstappen ha risposto con un sorriso, spiegando che questo non ha fatto altro che motivarlo ulteriormente. Sul mondiale, invece, è rimasto cauto: il gap restava ampio, ma il lavoro svolto dalla squadra in una stagione di alti e bassi rappresenta secondo lui una base preziosa per il futuro.
Poi, il colpo di scena. Dopo la bandiera a scacchi, Norris e Piastri sono stati squalificati: su entrambe le McLaren, lo skid plate è risultato al di sotto dello spessore minimo di 9 millimetri previsto dal regolamento tecnico. Un esito che cambia radicalmente lo scenario iridato: Verstappen si ritrova ora a pari punti con Piastri e a soli 24 lunghezze da Norris, con ancora una Sprint e il GP in Qatar, seguiti dalla finale di Abu Dhabi.
Da una vittoria netta a un ribaltamento totale: Las Vegas ha trasformato un successo convincente in un terremoto per il mondiale, riaprendo una lotta che sembrava instradata e rendendo il finale di stagione ancora più imprevedibile.
