Max Verstappen ha trasformato le strade di Baku in un palcoscenico personale. L’olandese ha vinto il Gran Premio dell’Azerbaigian 2025 conducendo la gara dall’accensione dei semafori fino alla bandiera a scacchi, conquistando così la 67ª vittoria in carriera e, soprattutto, il sesto Grand Slam (pole, tutti i giri in testa, giro veloce e vittoria) che lo porta a eguagliare Lewis Hamilton al secondo posto assoluto dietro al leggendario Jim Clark. Il margine di 14 secondi su George Russell e la prestazione mai messa in discussione confermano l’assoluta supremazia della Red Bull.
Il caos al via: Piastri out, Alonso penalizzato
La gara ha preso una piega inattesa già allo start. Verstappen è scattato in maniera pulita dalla pole con gomme hard, difendendo la posizione su Sainz, mentre Oscar Piastri – leader del mondiale – ha bruciato i tempi al semaforo. Dopo aver corretto la partenza, l’australiano è scivolato in fondo al gruppo e poche curve più tardi ha perso il controllo in frenata, andando a muro e chiudendo anticipatamente la sua domenica. L’episodio ha costretto la direzione gara a mandare in pista la Safety Car. Coinvolto indirettamente anche Fernando Alonso: partito troppo presto dietro a Piastri, lo spagnolo ha incassato 5 secondi di penalità.
Alla ripartenza al quinto giro, Verstappen ha imposto subito il suo ritmo, mentre Russell ha faticato a difendersi dall’attacco combinato di Tsunoda e del compagno Antonelli. Solo al decimo passaggio il britannico è riuscito a riprendere il quinto posto, lanciandosi all’inseguimento.
Il ritmo di Max: fuga in solitaria
Con pista libera davanti, Verstappen ha iniziato a inanellare una serie di giri sul passo dell’1:46 basso, aumentando progressivamente il gap su Sainz. Dopo 15 tornate il vantaggio era già di quattro secondi, poi diventati otto a metà distanza. Il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase lo ha esaltato via radio: “Questo è un passo eccezionale, Max.”
Dietro, Lawson ha provato a tenersi stretto il podio, ma Antonelli con una strategia aggressiva di undercut lo ha messo sotto pressione, riuscendo a passarlo a metà gara. Leclerc ha cercato di inserirsi nel gruppo di testa, trovandosi a battagliare con il giovane italiano e con Norris, mentre Hamilton è rimasto bloccato alle spalle del compagno di squadra in Ferrari.
Pit-stop decisivi: Mercedes lucida, McLaren in crisi
Albon ha aperto la finestra dei pit al 17° giro, ma il suo tentativo di guadagnare terreno è naufragato dopo un contatto con Colapinto, che gli è costato una penalità di 10 secondi. Le soste dei big hanno acceso la fase centrale: Antonelli è rientrato presto, tentando di scavalcare Lawson, mentre Sainz ha atteso fino al 28° giro.
Russell ha tenuto duro, fermandosi solo al 39° passaggio e guadagnando così la posizione sullo spagnolo della Williams, rientrando secondo. Norris, invece, ha visto il suo sforzo rovinato da un’altra sosta lenta (4.1 secondi), dopo il disastro di Monza: un colpo che ha compromesso la sua lotta per la top 5.
Infine, al giro 41, è stato il turno di Verstappen: con oltre dieci secondi di margine, la sua sosta è stata una formalità. Con gomme medie usate è rientrato in pista ancora leader, pronto a gestire gli ultimi otto giri.
La volata finale
Nel tratto conclusivo Verstappen ha amministrato senza sforzi, mentre Russell consolidava la seconda piazza davanti a un Sainz impeccabile, capace di riportare la Williams sul podio. Antonelli ha chiuso quarto, dimostrando maturità e concretezza nel confronto diretto con Lawson, quinto.
La bagarre si è accesa dietro, con Tsunoda che ha difeso con determinazione la sesta posizione dagli attacchi di Norris e Hamilton. Solo all’ultimo giro il britannico della McLaren ha tentato un sorpasso all’esterno sul giapponese, senza riuscire a completarlo. Così la top ten si è chiusa con Tsunoda sesto, Norris settimo, Hamilton ottavo, Leclerc nono e Ocon decimo a punti per Alpine.
Le parole del vincitore
Verstappen ha sottolineato la soddisfazione per un weekend perfetto:
“È stato incredibile, abbiamo avuto una macchina veloce sia sulle hard sia sulle medie. Non è mai facile qui per via del vento, ma oggi ho avuto sempre aria pulita e ho potuto gestire. Dicono che Baku non fosse un circuito favorevole per me… era il momento giusto per dimostrare il contrario. Nessun rischio, nessun divertimento.”
Il quattro volte iridato ha poi guardato al futuro: “Le ultime gare sono state ottime, ma Singapore sarà una sfida completamente diversa. Vedremo se riusciremo a mantenere questa forma.”
Classifica finale (Top 10)
- Max Verstappen (Red Bull)
- George Russell (Mercedes) +14.0s
- Carlos Sainz (Williams) +16.2s
- Kimi Antonelli (Mercedes) +20.5s
- Liam Lawson (Racing Bulls) +22.1s
- Yuki Tsunoda (Red Bull) +23.0s
- Lando Norris (McLaren) +23.4s
- Lewis Hamilton (Ferrari) +24.0s
- Charles Leclerc (Ferrari) +25.7s
- Esteban Ocon (Alpine) +28.3s
