Il debutto della VF-26 segna l’ingresso di Haas F1 Team nella Formula 1 2026, una stagione che promette di riscrivere molte certezze tecniche e sportive. Alla presentazione della monoposto, la parola è passata ai due piloti: Esteban Ocon e Ollie Bearman, chiamati a guidare il team in uno scenario completamente nuovo.
Ocon: più muscoli e una guida tutta da reinventare
Per Ocon non è stata una vera “pausa invernale”: test, simulatore e seat-fit hanno accorciato drasticamente il periodo di stop. Il lavoro fisico è stato però centrale, con un recupero mirato della massa muscolare persa nel finale della scorsa stagione. Un dettaglio non secondario, considerando le nuove esigenze della VF-26, che richiederà maggiore gestione e precisione.
Il francese descrive la 2026 come una vera rivoluzione: motore e parte ibrida diventano protagonisti assoluti, imponendo uno stile di guida inedito. Un cambiamento che, secondo Ocon, costringerà i piloti quasi a “dimenticare” quanto appreso in passato per imparare tutto da capo. L’esperienza maturata in più ere della Formula 1 diventa così un vantaggio chiave per adattarsi rapidamente.
Continuità e fiducia dopo il finale 2025
Il buon finale di stagione 2025 resta un punto di riferimento importante. Ocon sottolinea come le prestazioni dell’ultima gara abbiano dimostrato il reale potenziale della squadra, arrivato però troppo tardi. L’obiettivo per il 2026 è chiaro: partire subito da quella base e trasformare la crescita vista a fine anno in risultati costanti.
Bearman: addio rookie, benvenuta grande incognita
Per Bearman l’off-season è stata breve ma preziosa. Dopo aver staccato la spina a dicembre, il britannico ha impostato la preparazione invernale tra allenamenti in quota e un training camp sulle Dolomiti. Il tutto con qualche rinuncia “dolce”, come lui stesso ammette con ironia.
La sua lettura della 2026 è diretta: si tratta del cambiamento regolamentare più grande nella storia recente della Formula 1. L’assenza di certezze è allo stesso tempo stimolante e destabilizzante. Da un lato offre l’opportunità di incidere subito, dall’altro rende impossibile fare previsioni prima delle prime qualifiche stagionali.
Un 2025 di crescita e un 2026 da costruire
Guardando indietro, Bearman valuta il 2025 come un anno di apprendimento totale, soprattutto nella seconda metà di stagione, quando i risultati hanno iniziato a riflettere i progressi fatti. Con un campionato già alle spalle, il suo approccio al 2026 è più consapevole: tornare su piste già conosciute e comprendere meglio l’evoluzione dei weekend di gara può fare la differenza.
Attese e realismo su una griglia a 22 vetture
Entrambi i piloti concordano su un punto: il vero ordine di forza emergerà solo dopo alcune gare. Le prime tre o quattro tappe daranno un’indicazione iniziale, ma affidabilità e sviluppo tecnico continueranno a rimescolare le carte per tutta la stagione. Per Haas, la priorità sarà massimizzare ogni opportunità sin dall’Australia, in un campionato dove ogni punto può pesare più che mai.
