Il sole di Sakhir inizia a calare, ma la temperatura in pista resta rovente. Dopo due ore di gara nella 8 Ore del Bahrain, la Toyota #7 di Mike Conway comanda la corsa, inseguita da una Ferrari 499P #51 che sembra aver trovato il ritmo perfetto per l’assalto. Antonio Giovinazzi ha messo in scena una rimonta d’autore, trascinando la rossa fino al secondo posto e portando un soffio di tricolore nel deserto.
La partenza era stata tutta a favore delle GR010 Hybrid: Conway e Hartley si erano allontanati come due frecce lucenti nella sabbia del Bahrein, mentre dietro di loro si consumavano le prime schermaglie tra Cadillac, Peugeot e Ferrari. Poi, come spesso accade nelle maratone del WEC, la situazione si è ribaltata lentamente ma inesorabilmente. Hartley, al volante della #8, ha iniziato a soffrire: le gomme non reggevano più, l’energia cominciava a scarseggiare. E lì, come un cacciatore paziente, Giovinazzi ha colto il momento. Prima ha passato la Aston Martin #009, poi la Peugeot, quindi si è liberato della Cadillac di Stevens, fino a mettere nel mirino proprio la Toyota di testa.
Nielsen, sulla gemella #50, ha vissuto un primo stint altrettanto brillante. Dopo aver duellato con la BMW di Magnussen, ha infilato la Porsche di Andlauer e si è affacciato stabilmente in Top10, poi Top6. Solo un pit-stop più lento per la #83 di AF Corse ha impedito alla terza Ferrari di tenere il passo delle sorelle maggiori.
Dietro, le Peugeot #93 e #94 si sono date battaglia interna, alternandosi nel ruolo di inseguitrici della 499P #50. Porsche, invece, ha vissuto un pomeriggio in salita: la #6 di Vanthoor è rimasta invischiata nel gruppo, mentre la #5 ha perso terreno e posizioni. I due prototipi si sono persino invertiti, nel tentativo di salvare qualche punto mondiale.
E mentre le Hypercar allungano le ombre sull’asfalto, la categoria LMGT3 si trasforma in un caleidoscopio di sorpassi. Le Lexus partono fortissimo, ma la Mercedes-Iron Lynx #61 ribalta tutto dopo la prima sosta, seguita dalla compagna #60. L’Aston Martin #27 del team Heart of Racing si ritaglia un posto tra le protagoniste, mentre la Corvette #33 difende con grinta la Top5.
Le Ferrari 296 GT3 lottano, ma con più fatica: la #54 resiste in settima posizione, mentre la #21 arranca nelle retrovie dopo una sosta anticipata. Peggio va alla Porsche-Iron Dames #85, che paga una foratura e un testacoda iniziale.
Due ore intense, un copione ancora tutto da scrivere. La notte del Bahrain si avvicina e, tra le luci artificiali e il rombo delle Hypercar, la Ferrari #51 di Giovinazzi non sembra avere intenzione di fermarsi: la caccia alla Toyota è appena cominciata.
