WEC, l’idrogeno al centro della scena durante il weekend di San Paolo

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 18 Luglio 2025

Durante il quinto appuntamento stagionale del FIA World Endurance Championship, andato in scena sul celebre tracciato di Interlagos, l’attenzione si è temporaneamente spostata dall’azione in pista verso il futuro del motorsport sostenibile. Sabato, in concomitanza con la 6 Ore di São Paulo, si è svolta una conferenza dedicata all’idrogeno, con la partecipazione di alcune delle figure più autorevoli del settore.

Tra gli interventi di rilievo, quello di Marek Nawarecki, direttore delle attività sportive su pista della FIA, affiancato da Pierre Fillon (presidente dell’ACO), Kazuki Nakajima (vicepresidente di Toyota Gazoo Racing Europe), Bruno Famin (vicepresidente Motorsport Alpine) e Philippe Tramond (direttore tecnico di Michelin Motorsport).

Fillon ha ricordato le tappe del percorso iniziato nel 2018 con il progetto MissionH24: “Decarbonizzare le corse non è solo una visione, è un dovere. È nel DNA della 24 Ore di Le Mans e del WEC. Abbiamo già ridotto i consumi di carburante del 50% grazie all’ibrido, ora stiamo lavorando sull’idrogeno per plasmare il motorsport del futuro”.

Nawarecki ha poi sottolineato un recente traguardo normativo: “Quest’anno la FIA ha approvato il primo regolamento di sicurezza dedicato ai veicoli alimentati a idrogeno liquido, durante il World Motor Sport Council a Macao. È una tappa fondamentale. Il regolamento, ora incluso nel Codice Sportivo Internazionale, rappresenta la base per l’integrazione dell’idrogeno nel WEC”.

Tali regolamenti sono frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto esperti provenienti da settori come aerospazio, energia, stoccaggio e infrastrutture per l’idrogeno, nonché case automobilistiche e l’ACO. Gli standard introdotti riguardano l’integrazione dei veicoli, i sistemi di stoccaggio e le procedure di rifornimento.

Durante l’incontro si è parlato anche dei progressi tecnici delle case costruttrici. Alpine ha mostrato la sua Alpenglow Hy6, mentre Toyota ha schierato la GR Corolla H2, entrambe dotate di motore a combustione interna alimentato a idrogeno. La Alpenglow ha effettuato giri dimostrativi a Le Mans e Spa-Francorchamps, raggiungendo i 313 km/h sul rettilineo delle Hunaudières, mentre la Toyota ha completato con successo la 24 Ore di Fuji.

“L’auto ha partecipato alla 24 Ore di Fuji, anche con Akio Toyoda al volante,” ha spiegato Nakajima. “Non ci sono stati problemi significativi, e abbiamo migliorato il sistema di rifornimento. Questi sono aspetti essenziali per lo sviluppo dell’idrogeno come tecnologia applicabile tanto nelle competizioni quanto nella mobilità”.

Bruno Famin ha parlato del valore complementare dell’idrogeno rispetto all’elettrico puro: “L’idrogeno è una soluzione interessante. Nell’Alpenglow alimenta un motore a combustione, con un processo specifico e un sistema dedicato di stoccaggio e rifornimento. Il vantaggio? Resta un motore a combustione, con tutte le sue sensazioni, il rumore e le vibrazioni”.

Infine, Philippe Tramond di Michelin ha illustrato lo sviluppo degli pneumatici destinati ai prototipi a idrogeno, progettati per sopportare i carichi maggiori di veicoli più pesanti senza compromettere le prestazioni. Gli pneumatici contengono oltre il 70% di materiali riciclati o rinnovabili e, secondo Tramond, offrono “caratteristiche degne di una gomma da competizione, ma rispettose dell’ambiente”.

Dal 2028, i prototipi a idrogeno debutteranno ufficialmente in gara nel WEC, accanto alle attuali vetture con motore a combustione.

Parallelamente alla conferenza, il pubblico presente a Interlagos ha potuto visitare installazioni interattive sull’idrogeno, segno di un crescente interesse anche tra i tifosi. Non è stato l’unico momento della stagione in cui l’idrogeno è stato protagonista: già a Spa, a maggio, l’ACO aveva organizzato attività dedicate con il supporto FIA, mentre alla 24 Ore di Le Mans il Villaggio dell’Idrogeno ha offerto una panoramica concreta sul futuro sostenibile delle corse endurance.