Williams chiude il 2025 in scia ma guarda al 2026 con fiducia

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Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 8 Dicembre 2025

La bandiera a scacchi di Yas Marina non porta altri punti in cascina per Atlassian Williams Racing, ma il bilancio finale del 2025 resta comunque il migliore degli ultimi anni. Con il tredicesimo posto di Carlos Sainz e il sedicesimo di Alex Albon, la squadra congela a 137 il proprio bottino stagionale: un risultato che vale il quinto posto in Classifica Costruttori, già messo al sicuro dopo il GP del Qatar, e che rappresenta la stagione più proficua dal 2016.


Una gara in salita fin dal via

L’ultima domenica dell’anno si apre senza scossoni alla partenza: entrambi i piloti evitano guai, ma le basi della corsa si rivelano subito complesse.
Sainz, su gomma media, perde una posizione nel primo giro e si assesta in tredicesima piazza, mentre Albon sfrutta la scelta di partire con le soft per guadagnare un paio di posizioni e ritrovarsi quindicesimo al termine del primo giro lanciato.

Williams decide di diversificare le strategie: Alex è tra i primi a rientrare, fermandosi all’ottavo giro per montare la hard e ripartire dal ventesimo posto. Da lì ricomincia a costruire il proprio ritmo, recuperando un secondo al giro sul gruppo davanti mentre gli altri iniziano a effettuare la loro prima sosta.

Carlos, nel frattempo, allunga il suo stint: con il naturale gioco degli undercut e degli stop degli avversari, la sua FW47 sale fino alla settima posizione prima della sosta obbligata. Il pit stop lo rimanda in pista in diciottesima posizione, immerso nel traffico e dentro il classico trenino DRS che segnerà buona parte della sua corsa.


Traffico, duelli e una penalità pesante

Dopo il primo ciclo di soste il quadro si stabilizza: Albon è quattordicesimo, incollato alla vettura di Gabriel Bortoleto, mentre Sainz è impegnato a ricucire il distacco dalle Haas, con l’obiettivo di riportarsi in zona punti.

La progressione di Carlos lo porta a battagliare con Isack Hadjar: giro dopo giro costruisce l’attacco, fino a completare il sorpasso al trentatreesimo passaggio, preparato nella prima zona DRS e finalizzato nella seconda, a conferma di una gestione lucida anche in mezzo al traffico.

Poco dopo, dalla pitwall arriva la chiamata decisiva per Albon: “box opposite Hulkenberg”. Il thailandese rientra al giro 34 per montare un set di medium nuove e avere qualcosa in più nel finale. La strategia lo rimanda ancora una volta in ventesima posizione, con il compito di risalire il gruppo sfruttando il grip extra. Ma il giro di rientro è fatale: Alex supera il limite di velocità in pit lane e incassa una penalità di cinque secondi da scontare sul tempo finale.

Nonostante il colpo psicologico, entrambi continuano a spingere. Carlos si issa fino all’undicesimo posto, incollato alla vettura di Bortoleto per l’ultima posizione a punti, mentre Alex risale fino al sedicesimo posto, coinvolto in una serie di duelli ravvicinati.


Hulkenberg, Stroll e l’ultimo giro di danza

Nel finale entrano in scena anche gli avversari su gomma fresca. Il duello tra Albon e Nico Hulkenberg dura qualche giro, ma alla lunga il pilota Sauber riesce ad avere la meglio e a prendersi la posizione nelle ultime dieci tornate. Alex però non molla e riesce a riprendersi la sedicesima piazza con una buona manovra su Hadjar, completando almeno una parziale rimonta in pista, poi vanificata solo in parte dalla penalità.

Davanti, la lotta di Carlos per il decimo posto si complica ulteriormente quando Lance Stroll, forte di pneumatici più freschi, arriva alle loro spalle: l’Aston Martin riesce a superare sia Bortoleto che Sainz nelle battute conclusive, togliendo di fatto a entrambi la speranza di punti. A completare il conto ci pensa ancora Hulkenberg, che approfitta della situazione per strappare un’ulteriore posizione allo spagnolo Williams.

Il risultato finale – P13 per Sainz e P16 per Albon – non rende pienamente giustizia agli sforzi messi in campo e mostra quanto, in un gruppo di metà classifica così compatto, bastino pochi dettagli per fare la differenza tra un punto e un piazzamento anonimo.


Il bilancio: miglior stagione dal 2016

Se il GP di Abu Dhabi non regala gioie numeriche, il quadro dell’intero campionato è decisamente diverso. Con 137 punti totali, Williams firma la sua miglior annata dal 2016 e consolida il quinto posto tra i Costruttori, centrando un obiettivo che, all’inizio dell’anno, poteva sembrare ambizioso.

Alex Albon chiude l’anno all’ottavo posto in classifica piloti con 73 punti, mentre Carlos Sainz completa la stagione in nona posizione con 64 punti. Una coppia che ha saputo dare continuità e spessore al progetto, trasformando un team in ricostruzione in una realtà stabile al vertice del midfield.

James Vowles parla di “inizio di un percorso” più che di punto d’arrivo: il Team Principal sottolinea come il 2025 rappresenti una base solida da cui proiettarsi verso il 2026, già alle porte con il test di Abu Dhabi e con la nuova monoposto pronta a diventare realtà nelle prossime settimane. Il ringraziamento è rivolto a tutti: a chi lavora in pista, a chi spinge in fabbrica e ai tifosi che hanno accompagnato la crescita del team negli ultimi anni.


Le parole dei piloti: orgoglio, realismo e fame per il futuro

Carlos Sainz legge la gara con onestà: weekend difficile, ritmo non sufficiente per lottare stabilmente in avanti e una corsa “normale”, segnata da una strategia a singola sosta e dalla trappola del trenino DRS, dalla quale era complicato emergere. Ma quando lo sguardo si alza dalla singola domenica e abbraccia l’intera stagione, il messaggio cambia: per lo spagnolo il 2025 è un campionato di cui andare fieri.

Sainz sottolinea come, insieme alla squadra, sia riuscito a crescere progressivamente nel corso dell’anno, chiudendo il mondiale in buona forma e centrando quel quinto posto in classifica Costruttori che il team aveva indicato come traguardo impegnativo. Il focus ora è sulla continuità: restare affamati, spingere ancora e migliorare dove c’è margine, sfruttando una base tecnica e organizzativa giudicata solida.

Alex Albon, dal canto suo, definisce la gara di Abu Dhabi “complicata”: buona partenza, ma mai una reale situazione di vantaggio sulle gomme, con il risultato di rimanere spesso intrappolato nel traffico. Allargando l’orizzonte, però, anche per lui prevale l’orgoglio: essere “in cima al midfield” è il frutto di lavoro duro, leadership chiara da parte di Vowles e basi robuste per il futuro. Il thailandese guarda già al 2026 con un atteggiamento estremamente positivo, convinto che la squadra sia pronta per un ulteriore salto in avanti.


Un paddock che applaude il nuovo campione

In mezzo alle analisi interne, da Grove arriva anche un messaggio condiviso da tutta la squadra: le congratulazioni a Lando Norris per il titolo piloti.
Vowles, Sainz e Albon riconoscono al nuovo campione del mondo la capacità di fare un passo in più proprio nell’anno decisivo, di reggere la pressione e di conquistare il traguardo massimo senza snaturarsi.

Sainz lo saluta con affetto, definendolo un amico che ha dimostrato che si possono raggiungere i propri obiettivi restando fedeli a se stessi, mentre Albon sottolinea la crescita compiuta da Lando nel 2025 e la solidità con cui ha gestito la lotta iridata.


Verso il 2026: dalle basi ai prossimi passi

Per Williams, il 2025 si chiude senza fuochi d’artificio sul tabellone dei tempi, ma con una consapevolezza nuova: quella di essere tornata in modo stabile nella parte interessante della griglia. La stagione migliore dal 2016, l’ottavo e il nono posto in classifica piloti, e un progetto tecnico che ha dimostrato continuità costituiscono le fondamenta su cui costruire la prossima evoluzione.

Il test di Abu Dhabi e l’imminente nascita della vettura 2026 sono già nel mirino. Il messaggio che arriva dal box è chiaro: questa non è la fine di un ciclo, ma l’inizio di una fase nuova, in cui Williams vuole smettere di accontentarsi del ruolo di “migliore degli altri” e provare a rientrare, passo dopo passo, nel gruppo delle protagoniste.