WRC – Estonia, lezione a cielo aperto: cosa possono imparare Evans e Rovanperä dal trionfo di Solberg

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 24 Luglio 2025

Oliver Solberg ha dominato il Delfi Rally Estonia con la disinvoltura di chi non ha nulla da perdere, e forse proprio questo ha fatto la differenza. In quella che è stata la sua prima apparizione in Rally1 dal 2022, lo svedese ha lasciato tutti di stucco, firmando nove scratch e battendo Ott Tänak per 25.2 secondi, portandosi a casa la sua prima, meritatissima vittoria WRC.

Il successo, però, non è solo una pietra miliare per la carriera di Oliver: è anche uno spunto di riflessione per i suoi compagni di casa Toyota. Elfyn Evans e Kalle Rovanperä, rispettivamente quarto e sesto al traguardo, hanno ammesso con onestà le loro difficoltà. Entrambi hanno lamentato una mancanza di rotazione all’anteriore, una sensazione di inerzia nella risposta della vettura alle altissime velocità delle strade estoni.

Evans non ha usato mezzi termini: “La vera sfida è far girare la macchina. È sempre un equilibrio sottile tra un’auto troppo pigra e una che ruota il giusto. E questo equilibrio non l’abbiamo mai trovato”.

Rovanperä ha fatto eco: “Dovremo analizzare tutto a fondo e magari provare qualche soluzione nuova che finora non abbiamo testato”.

La differenza di sensazioni, evidentemente, ha riportato sotto i riflettori le scelte di set-up. Solberg, nei due giorni di test precedenti alla gara, ha sperimentato varie configurazioni – comprese quelle già utilizzate dagli altri piloti Toyota – per poi trovare un assetto completamente personale. Il risultato? Una GR Yaris Rally1 perfettamente cucita sulle sue esigenze.

“Abbiamo lavorato tantissimo per trovare il feeling giusto – ha spiegato Solberg – e devo dire che mi sono sentito a mio agio per tutto il weekend”.

Una variabile chiave è legata al regolamento sportivo: mentre i piloti titolari, impegnati in round consecutivi come Estonia e Finlandia, devono mantenere componenti sigillate (come differenziali e trasmissioni), Solberg – iscritto come wild card – ha potuto affrontare l’Estonia con un’auto pensata esclusivamente per quel fondo e quelle condizioni.

Evans, interrogato sulla possibilità di adottare il set-up di Solberg per la Finlandia, ha risposto senza giri di parole: “No”.

Più cauto Rovanperä: “È qualcosa che in passato non ha funzionato per me. Possiamo riprovarlo, ma non credo sia la strada giusta”.

Alla fine, ciò che Solberg ha mostrato in Estonia potrebbe non essere una lezione tecnica, ma una lezione di approccio. Senza pressioni di classifica, ha trovato fiducia e libertà, sfruttando il potenziale della vettura come nessun altro. Una performance costruita con lucidità e istinto, premiata da un risultato storico.

“Ha tirato fuori tutto quello che aveva – ha riconosciuto Rovanperä – e si è meritato pienamente questa vittoria”.


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