WRC – Sardegna chiama, il Mondiale risponde: tutto pronto per il round più duro

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 3 Giugno 2025

Nel cuore dell’estate europea, il FIA World Rally Championship fa tappa in Sardegna per uno degli appuntamenti più impegnativi e affascinanti del calendario: il Rally Italia Sardegna. Dal 5 all’8 giugno, le insidie delle strade sterrate dell’isola metteranno a dura prova uomini e mezzi in una sfida dove gestione, affidabilità e nervi saldi valgono tanto quanto la velocità pura.

Nuove coordinate: da Alghero a Olbia

L’edizione 2025 segna un ritorno alle origini. Dopo anni di base ad Alghero, la gara sposta il suo epicentro a Olbia, riportando l’azione sulla costa orientale della Sardegna. Un cambio che non è solo logistico, ma tecnico e strategico: nuove ricognizioni, tracciati rinnovati e inediti punti di riferimento per gli equipaggi.

Il percorso si articola su 16 prove speciali per un totale di 320,24 chilometri cronometrati. La compattezza dell’itinerario nasconde una notevole varietà di fondi e ritmi, con tratti rapidi alternati a sezioni lente, strette e costellate di pietre taglienti.

Sfide meccaniche e fisiche

Come sottolineato dal Chief Technical and Safety Officer FIA, Xavier Mestelan Pinon, il Rally Italia Sardegna si distingue per la sua severità tecnica: l’elevata temperatura ambientale, la bassa velocità media e il fondo abrasivo sollecitano al limite le sospensioni e mettono a dura prova la tenuta degli pneumatici. Le strategie di gestione diventano fondamentali, soprattutto durante il secondo passaggio sulle prove, quando il fondo si deteriora sensibilmente.

I protagonisti: record, riscatti e punti da difendere

In Sardegna si gioca anche la storia. Thierry Neuville e Ott Tänak, entrambi con tre successi isolani, puntano ad affiancare Sébastien Ogier e Sébastien Loeb nel ristretto club dei quattro volte vincitori. Il francese di casa Toyota, già trionfatore due volte anche a Monza, resta il pilota più vincente di sempre in terra italiana.

Occhi puntati anche su Elfyn Evans, attuale leader della classifica iridata. Il gallese dovrà affrontare l’handicap di partire per primo, pulendo le traiettorie per chi segue. Una posizione scomoda che in Portogallo gli è costata cara, e che qui potrebbe rivelarsi nuovamente determinante.

Per Kalle Rovanperä, invece, la Sardegna rappresenta un tallone d’Achille: un solo podio in cinque partecipazioni e nessun acuto in un evento che finora si è dimostrato avaro di soddisfazioni.

I numeri della sfida

Dodici le vetture Rally1 al via, equamente divise tra i top team: cinque Toyota GR Yaris, quattro Ford Puma e tre Hyundai i20. Tra queste, anche l’esordio di Jourdan Serderidis sulla quarta Puma, in sostituzione di Diogo Salvi.

Sono 34 gli equipaggi iscritti in WRC2, mentre l’entry list complessiva sfiora le 80 unità, suddivise tra RC1, RC2, RC3, RC4 e RC5. Hyundai, con sette successi, resta il costruttore più vincente nella storia della gara sarda.

Il percorso in dettaglio

Il programma si apre giovedì 5 giugno con lo shakedown a Olbia Cabu Abbas (2,19 km), seguito da un primo assaggio di atmosfera con il “Meet the Crews” all’Isola Bianca.

Venerdì 6 si entra nel vivo con le prove di Arzachena, Telti-Calangianus-Berchidda e Sa Conchedda, ciascuna ripetuta due volte per un totale di oltre 120 km cronometrati.

Sabato 7 spazio alla durezza di Coiluna–Loelle, Monte Lerno–Su Filigosu e Tula–Erula. Quest’ultima, già teatro dell’uscita di scena di Ogier nel 2023, resta tra le più insidiose: polverosa al mattino, disseminata di sassi e buche nel secondo passaggio.

Domenica 8 il gran finale con due passaggi su San Giacomo–Plebi (25,19 km) e Porto San Paolo (13,70 km), prima dell’arrivo fissato nuovamente a Olbia.

Ricordi recenti e rivincite

L’edizione 2024 ha scritto una delle pagine più emozionanti del WRC: una foratura lenta ha negato la vittoria a Ogier all’ultima prova, regalando il successo a Tänak per appena 0,2 secondi. Un epilogo che ha riequilibrato il karma, dopo la beffa del 2019 in cui l’estone perse la gara per un guasto allo sterzo proprio all’ultimo chilometro.

Conclusione

Il Rally Italia Sardegna 2025 si preannuncia come una sfida totale, tra fondi tecnici, caldo estremo e rivalità accese. Un terreno dove non basta correre forte: serve lucidità, esperienza e quella dote rara che distingue i campioni dagli inseguitori. Per chi saprà interpretare al meglio le sabbie sarde, la gloria è dietro l’angolo. E, come la storia insegna, qui nulla è mai deciso fino all’ultimo metro.

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