Ferrari Hypersail, lo scafo è pronto: il progetto oceanico entra nella fase finale di costruzione

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Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 16 Ottobre 2026

Completate verniciatura e livrea del monoscafo da 100 piedi. Foil, chiglia e timone lavoreranno insieme a un sistema elettronico derivato dalle competenze automobilistiche di Maranello per controllare la navigazione sopra la superficie dell’acqua.

Ferrari Hypersail compie un nuovo passo verso il mare. Lo scafo del monoscafo oceanico da 100 piedi è stato completato anche nella verniciatura e nell’applicazione della livrea, mentre le appendici sono arrivate in cantiere. L’aggiornamento annunciato il 16 ottobre segna l’ingresso nella fase conclusiva della costruzione e permette di conoscere più da vicino l’architettura con cui l’imbarcazione dovrà mantenersi sollevata sull’acqua.

Il progetto, presentato nel giugno 2025 e disegnato dall’architetto navale francese Guillaume Verdier, riguarda una barca lunga circa 30,5 metri, concepita per la navigazione oceanica. La configurazione prevede un equilibrio su tre punti di sostegno idrodinamico, una soluzione che comprende una superficie portante associata alla chiglia basculante.

Il completamento dello scafo rappresenta una tappa industriale significativa. La verifica delle prestazioni e dell’affidabilità del sistema passerà però attraverso le successive attività di integrazione e collaudo: il risultato cercato è un volo stabile e controllabile nelle condizioni variabili del mare aperto.

Il volo nasce dall’interazione tra le appendici

A sollevare la barca saranno i foil laterali, superfici immerse che sviluppano portanza mentre l’imbarcazione avanza. Riducendo la parte dello scafo a contatto con l’acqua, il sistema punta a diminuire la resistenza all’avanzamento e ad aumentare l’efficienza della navigazione.

La particolarità di Hypersail risiede nel coinvolgimento della chiglia nella gestione del volo. Quest’ultima incorpora un foil con un flap, una superficie mobile che permette di modificare le forze generate nell’acqua. La chiglia assume così anche un ruolo attivo nel sostegno e nella stabilizzazione dell’imbarcazione.

Anche il timone partecipa al controllo dinamico. Oltre a governare la direzione, dispone di una piccola superficie mobile sulla sezione verticale, destinata a intervenire attraverso correzioni continue. L’efficacia dell’insieme dipenderà dal coordinamento tra questi elementi: ogni variazione delle forze sulle appendici modifica infatti l’equilibrio della barca.

L’elettronica Ferrari per governare l’assetto

A coordinare il sistema sarà il Flight Control, sviluppato trasferendo alla vela le competenze Ferrari nell’elettronica e nel controllo della dinamica delle vetture sportive.

Il funzionamento segue una catena composta da rilevazione, elaborazione e intervento. I sensori distribuiti a bordo raccolgono informazioni sulle condizioni di navigazione e sui movimenti dell’imbarcazione; il computer calcola le correzioni necessarie; gli attuatori meccanici modificano la posizione delle appendici e delle relative superfici mobili.

L’obiettivo è adattare l’assetto alle variazioni di velocità, inclinazione, vento e moto ondoso. Il controllo automatico dovrà quindi gestire un equilibrio che cambia continuamente, traducendo i dati in regolazioni tempestive.

L’equipaggio conserverà la responsabilità della conduzione. L’automazione delle correzioni d’assetto è pensata per consentire ai velisti di concentrare maggiore attenzione sulla lettura del mare, sulla meteorologia e sulle decisioni strategiche.

Carbonio e titanio nelle zone più sollecitate

La precisione delle regolazioni richiede una struttura capace di sostenere carichi elevati senza deformazioni eccessive. Per questo lo scafo è costruito con più strati di fibra di carbonio, cercando il compromesso tra contenimento del peso, rigidità e resistenza.

Nei punti sottoposti alle sollecitazioni maggiori, tra cui i bracci dei foil e il carrello della randa, Ferrari ha adottato componenti con una struttura a sandwich che combina carbonio e titanio.

La scelta dei materiali è strettamente legata al funzionamento del controllo elettronico: una struttura rigida permette alle appendici di rispondere con maggiore precisione ai comandi, mantenendo più prevedibile il comportamento dell’imbarcazione.

Oltre venti brevetti e la ricerca sull’autonomia energetica

Secondo quanto comunicato da Ferrari, lo sviluppo di Hypersail ha portato a oltre venti brevetti. Le soluzioni comprendono il Winch by Wire, turbine eoliche a intervallo operativo esteso e un sistema elettrico MV/HV destinato all’integrazione delle fonti rinnovabili.

Sono inoltre allo studio applicazioni specifiche per il piano velico: un albero orientabile dotato di alule, piccole superfici aerodinamiche, e una randa double skin, a doppia superficie.

L’autosufficienza energetica costituisce uno degli obiettivi originari del programma. Ferrari ha presentato Hypersail come un’imbarcazione progettata per ricavare a bordo l’energia necessaria ai propri sistemi attraverso fonti rinnovabili, tra cui vento e sole. (ferrari.com)

Il progetto assume così anche il ruolo di laboratorio per materiali, gestione dell’energia e software di controllo. Le conoscenze sviluppate per affrontare l’ambiente oceanico potranno alimentare nuovi modelli di calcolo e strumenti di simulazione, ampliando lo scambio tecnologico tra nautica e automobile.

Con lo scafo completato, Hypersail si avvicina alla fase in cui le soluzioni elaborate al computer dovranno trovare conferma sull’acqua. Sarà quel passaggio a misurare la capacità del sistema di trasformare il volo in una condizione di navigazione sostenibile nel tempo.

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