Inter, Napoli, Como e Roma chiudono senza punti la seconda giornata. Quattordici gol subiti, vantaggi dilapidati e una rimonta dolorosa all’Olimpico: il racconto delle quattro partite.
Quattro incontri, quattro sconfitte. La seconda giornata della Champions League 2026/27 consegna al calcio italiano un bilancio senza precedenti: tutte e quattro le rappresentanti della Serie A sono state battute nello stesso turno. Alle cadute di Inter e Napoli, martedì 13 ottobre, si sono aggiunte quelle di Como e Roma nella serata di mercoledì. Un passaggio a vuoto collettivo che pesa sulla classifica e mette in evidenza problemi differenti, accomunati dalla difficoltà di contenere gli avversari.
I numeri restituiscono la dimensione della giornata: nove reti segnate e quattordici incassate. La produzione offensiva, dunque, non è mancata. A fare la differenza sono stati soprattutto gli errori nella gestione delle partite: Napoli, Como e Roma hanno perso dopo essere passati in vantaggio; l’Inter ha trovato il pareggio prima dell’intervallo, ma nella ripresa ha nuovamente ceduto.
Inter–Club Brugge 3–4: Tresoldi decide, Lautaro non basta
A San Siro il protagonista è Nicolò Tresoldi, autore della tripletta che indirizza il successo del Club Brugge. L’Inter risponde con due gol di Lautaro Martínez e una rete di Bonny, senza riuscire a compensare le difficoltà difensive.
I belgi passano al 30’ su rigore con Tresoldi. La squadra di Cristian Chivu reagisce e raggiunge l’1–1 al 44’ grazie a Lautaro, tornando negli spogliatoi con la partita in equilibrio. Il secondo tempo, però, riapre le distanze: Tresoldi firma il nuovo vantaggio ospite al 63’ e completa la tripletta al 74’.
Sul secondo gol del Brugge pesa un’incomprensione tra Josep Martínez e la difesa: Carlos Forbs riesce a far passare il pallone tra le gambe del portiere, consentendo a Tresoldi di concludere nella porta sguarnita. Un episodio che espone le difficoltà nerazzurre nel coordinare uscite e coperture.
Lautaro riporta l’Inter sul 2–3 all’82’, ma la ricerca del pareggio lascia spazio alla ripartenza conclusa da Vermant all’87’. Il gol di Bonny nel recupero fissa il risultato sul 3–4, senza completare la rimonta.
Nel dopopartita Chivu ha individuato nella perdita di equilibrio uno dei problemi principali: pressioni meno coordinate, distanze allungate e una frenesia che ha ridotto la lucidità della squadra. L’allenatore si è assunto la responsabilità del lavoro da svolgere anche sul piano mentale. La risposta offensiva c’è stata; resta da costruire una tenuta capace di sostenerla.
Villarreal–Napoli 3–1: dall’avvio promettente al ribaltamento in tre minuti
Il Napoli comincia bene alla Cerámica. Rrahmani apre il punteggio nei primi minuti, riprendendo un pallone dopo una prima conclusione respinta dal portiere e dalla traversa. Poco dopo, Højlund colpisce l’incrocio dei pali di testa: il raddoppio sembra possibile, ma la partita cambia direzione.
Al 23’ un retropassaggio debole di Politano permette a Mikautadze di superare Milinković-Savić e pareggiare. Tre minuti più tardi Mouriño trova spazio per la conclusione che porta il Villarreal sul 2–1. In un intervallo brevissimo, gli azzurri perdono il vantaggio e il controllo dell’incontro.
Nella ripresa i cambi di Massimiliano Allegri non producono una pressione continua. Il Napoli costruisce comunque due occasioni importanti con Højlund e Lucca, entrambe fermate da Luiz Júnior. All’86’ Oluwaseyi chiude la gara sul 3–1, approfittando di un’altra disattenzione difensiva.
Per gli azzurri è la seconda sconfitta dopo quella dell’esordio contro l’Arsenal. Il rimpianto riguarda soprattutto una partenza che aveva creato le condizioni per un risultato diverso: il vantaggio iniziale e l’occasione del possibile 2–0 non sono bastati a evitare un’altra serata senza punti.
Feyenoord–Como 3–2: Diao illude, gli olandesi prendono il controllo
La prima trasferta del Como in Champions League si conclude con una sconfitta al De Kuip. La squadra di Cesc Fàbregas passa al 18’ con Assane Diao, ma il vantaggio dura appena due minuti: Zechiël trova subito il pareggio.
Alla delusione per l’1–1 si aggiunge l’uscita di Diao al 23’ per un problema fisico. Il Como perde così, già nella prima parte della gara, il giocatore che aveva dato profondità all’attacco e concretizzato la prima occasione decisiva.
Il Feyenoord completa il sorpasso al 52’ con Hadj Moussa, lasciato libero di calciare dalla distanza. Fàbregas cerca maggiore incisività attraverso i cambi e il Como torna a proporsi con più continuità, senza però trovare subito il pareggio.
All’82’ arriva il 3–1: una conclusione di Hadj Moussa viene deviata da Ramón e poi da Robert Sánchez, con l’azione registrata come autorete del portiere. Douvikas accorcia al 93’, quando resta troppo poco tempo per recuperare.
Il Como paga la difficoltà di dare continuità al proprio gioco in una serata segnata anche dagli episodi. Il vantaggio immediatamente cancellato e l’infortunio di Diao complicano il piano iniziale; nella ripresa, gli olandesi sfruttano meglio gli spazi concessi davanti alla difesa.
Roma–Real Madrid 3–4: il doppio vantaggio svanisce nel finale
La sconfitta più difficile da assorbire arriva all’Olimpico. La Roma costruisce un vantaggio di due reti contro il Real Madrid di José Mourinho, ma subisce tre gol nel finale e perde 4–3.
I giallorossi si portano avanti al 20’ con una conclusione di Marten de Roon deviata da Malen. Il Real risponde cinque minuti dopo con Mbappé, il cui tiro dalla distanza viene a sua volta toccato da Mancini prima di superare Gollini.
Dopo l’intervallo la Roma accelera. Malen segna al 51’ e al 57’, trasformando l’1–1 in un 3–1 che sembra premiare la qualità della prestazione giallorossa. La squadra di Gian Piero Gasperini deve però affrontare anche le uscite per problemi fisici di Koné e Dybala.
Mourinho cambia uomini e trova dalla panchina le risorse per riaprire l’incontro. Arda Güler diventa determinante sui calci piazzati, mentre Endrick porta presenza e pericolosità nell’area romanista.
Negli ultimi minuti Espí riduce lo svantaggio, Endrick pareggia e Rüdiger firma il sorpasso a ridosso del novantesimo. Le tre reti nascono da situazioni di calcio d’angolo, sulle quali la Roma non riesce a proteggere il risultato.
È questo il dato più pesante della serata giallorossa: una partita costruita attraverso gioco e occasioni viene compromessa ripetutamente sullo stesso tipo di situazione. La rimonta del Real lascia alla Roma un punto dopo due giornate e il rimpianto di una vittoria di prestigio sfuggita quando sembrava vicina.
Quattordici gol subiti: il problema comune è la tenuta
Le quattro sconfitte richiedono letture diverse. L’Inter deve ritrovare equilibrio quando aumenta la pressione offensiva; il Napoli ha compromesso un buon avvio con errori ravvicinati; il Como ha sofferto dopo essere passato avanti; la Roma ha ceduto sui palloni inattivi nel momento decisivo.
Una sola giornata non basta a definire il valore di un intero campionato. Questi risultati, però, indicano una priorità concreta: trasformare i gol segnati e le fasi favorevoli in punti. Con nove reti realizzate e nessun risultato utile, la seconda giornata delle italiane racconta soprattutto quanto sia costoso perdere organizzazione, concentrazione e controllo nei passaggi decisivi di una partita europea.
