George Russell, da favorito al titolo alla sfida di ritrovare se stesso

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Scritto da: Marco Rimola
Pubblicato il 24 Settembre 2026

A inizio stagione George Russell era uno dei nomi più citati per il mondiale. La Mercedes sembrava finalmente avere una macchina capace di vincere e lui, dopo anni di lavoro con il team, sembrava pronto a giocarsi la sua occasione. La macchina, in effetti, vince. Il problema per George è che a vincere più spesso è il suo compagno di squadra, Kimi Antonelli.

Dopo il Gran Premio di Spagna, Russell è secondo in classifica, ma con 81 punti di ritardo da Antonelli. Non è una brutta stagione, se la si guarda da fuori: ha vinto due gare ed è ancora davanti a quasi tutti. Ma quando parti come favorito, e il tuo compagno riesce a ottenere otto vittorie con la stessa macchina, il secondo posto può pesare molto più di quanto dica la classifica.

Quanto abbia inciso tutto questo sulla sua guida, da fuori non possiamo saperlo. Sappiamo però che Russell ne ha parlato apertamente. Già a luglio aveva definito questa stagione la battaglia psicologica più difficile della sua carriera, tra errori suoi e problemi fuori dal suo controllo. Prima di Madrid ha riconosciuto che Antonelli aveva fatto un lavoro migliore. Dopo la gara, vinta ancora da Kimi mentre lui chiudeva quinto, ha detto di non considerarsi realisticamente più in lotta per il titolo piloti.

È una frase difficile da pronunciare per chi era partito pensando di poter vincere il mondiale. Potrebbe però essere anche il punto da cui ripartire. Senza dover recuperare 81 punti in un weekend, Russell può tornare a concentrarsi su quello che ha davanti: capire la macchina, trovare un buon ritmo fin dalle prove e costruire una gara completa.

In questo anche Mercedes ha una parte importante. Toto Wolff non pensa che George abbia perso la sua velocità: a Madrid, ha fatto notare, nel finale stava recuperando su Leclerc. Il problema è capire perché quel ritmo non sia arrivato prima e come metterlo nelle condizioni di esprimerlo più spesso. Wolff ha parlato anche del peso che una stagione del genere può avere su un pilota, ma resta convinto che Russell abbia le qualità per lottare per un mondiale. Baku sarà un’altra occasione per George e per la squadra di trovare insieme qualche risposta.

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Russell conosce bene il circuito azero: è salito sul podio tre volte nelle ultime quattro edizioni, terzo nel 2022 e nel 2024, secondo lo scorso anno. Nel 2023 è arrivato ottavo. Sono precedenti incoraggianti, anche se non sono una garanzia. A Baku basta una qualifica complicata o un errore vicino ai muri per cambiare tutto.

Per George, il primo obiettivo potrebbe essere proprio un weekend pulito. Partire bene nelle prove, ritrovare fiducia sul giro secco e non trovarsi a rincorrere già dal sabato. Se poi arriverà la possibilità di lottare per la vittoria, dovrà coglierla senza pensare a cosa farà Antonelli.

Forse il mondiale è ormai troppo lontano. Ma Russell ha ancora diverse gare per mostrare che il pilota indicato da tanti come favorito a marzo è sempre lì. Baku, dove è già stato forte, sarebbe un buon posto per cominciare.

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