Certe stagioni partono bene. E poi ci sono quelle che partono come quella di Maro Engel: semplicemente perfette. Il pilota Mercedes-AMG ha aperto il 2026 con una combinazione che nel motorsport pesa come un macigno: risultati e fiducia. Vittoria e terzo posto al debutto DTM al Red Bull Ring, seguiti dal trionfo assoluto alla 24 Ore del Nurburgring. Non proprio un riscaldamento.
E ora lo sguardo è già puntato su Zandvoort, prossimo appuntamento della DTM, dove Engel arriva da leader del campionato e con un obiettivo chiaro: continuare a costruire.
La DTM, per lui, non è mai stata una tappa di passaggio. È il posto dove si vuole stare. Dove si lotta davvero. Una serie che descrive senza mezzi termini: dura, combattuta, spesso al limite. “Porta a porta, ruota a ruota… e ogni tanto anche con un po’ di vernice che salta”. È questa l’essenza che lo ha fatto innamorare fin da bambino, quella che ancora oggi lo spinge, alla sua decima stagione, a cercare sempre qualcosa in più.
Il weekend del Red Bull Ring, visto a mente fredda, ha avuto un significato preciso: conferma. Il lavoro invernale ha dato i suoi frutti, soprattutto nella comprensione delle nuove gomme, e trasformare subito quei dati in risultati concreti è stato il segnale più importante. E poi c’è anche il lato umano, quello che spesso nei comunicati non si vede: una vittoria che mancava da tempo, celebrata con semplicità, chiudendo la giornata con un concerto di Umberto Tozzi insieme alla moglie. Motorsport e vita reale, ogni tanto, si incontrano.
Adesso però si torna a spingere. Zandvoort non è una pista qualsiasi per Engel. È il luogo del suo primo successo nell’era GT3 della DTM, nel 2023. Un ricordo che pesa, ma nel modo giusto: quello che ti dà sicurezza quando torni lì.
E poi c’è la pista. Zandvoort non è solo tecnica, è anche emozione. Saliscendi continui, curve veloci che si alternano a tratti più guidati, e quelle due sopraelevate che rendono tutto ancora più spettacolare. Non a caso viene spesso definita una “piccola Nordschleife”. Un paragone impegnativo, ma che rende bene l’idea: ogni giro è qualcosa da vivere, non solo da guidare.
Se oggi Engel è davanti a tutti in classifica, non è un caso. Dal 2024 ha messo insieme 13 podi, un numero che racconta una cosa sola: continuità. E nella DTM, dove ogni dettaglio può fare la differenza, la continuità è tutto. È lì che si costruiscono i titoli. Il lavoro del team Mercedes-AMG Ravenol va proprio in questa direzione: analizzare, migliorare, non lasciare nulla al caso.
Infine, impossibile non notarlo: il suo Mercedes-AMG GT3. Non è una livrea qualunque. Il ghepardo che lo caratterizza non è solo un vezzo estetico, ma un’idea nata in famiglia, dal padre designer, e poi diventata realtà. Il messaggio è semplice e diretto: velocità, eleganza, istinto. Esattamente quello che serve per restare davanti.
E a Zandvoort, il ghepardo è pronto a correre ancora.
