GP Messico, Leclerc davanti in entrambe le libere: Norris e Russell vicini, Hamilton si ferma

16 LECLERC Charles (mco), Scuderia Ferrari SF-26, action during the 2026 Formula 1 Mexico City Grand Prix, 19th round of the 2026 Formula One World Championship from October 30 to November 1, 2026 on the Autodromo Hermanos Rodriguez, in Mexico City, Mexico - Photo Florent Gooden / DPPI

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 31 Ottobre 2026

Il monegasco chiude il venerdì con il riferimento di 1’17”827. McLaren e Mercedes restano a poco più di un decimo, mentre un problema di potenza interrompe il lavoro dell’altra Ferrari. Bandiera rossa nelle FP2 dopo un contatto tra Verstappen e Lawson.

Charles Leclerc firma entrambe le sessioni del venerdì al Gran Premio di Città del Messico, ma il bilancio della Ferrari comprende anche lo stop di Lewis Hamilton. All’Autodromo Hermanos Rodríguez il monegasco passa dall’1’18”128 delle prime libere all’1’17”827 del pomeriggio, quando il confronto al vertice diventa più serrato: Lando Norris termina a 103 millesimi e George Russell a 106.

Due primi posti che rappresentano un avvio positivo per Leclerc, senza ancora definire i rapporti di forza del fine settimana. Il miglior tempo delle FP2 arriva infatti in una sessione segnata da interruzioni, errori e problemi tecnici, con cinque piloti raccolti in poco più di tre decimi.

Nella prima ora Ferrari è l’unica squadra a schierare entrambi i titolari. Dieci delle undici scuderie affidano invece una monoposto a un giovane pilota, modificando sensibilmente la composizione del gruppo. Su un asfalto inizialmente polveroso, Leclerc trova il riferimento definitivo con le gomme morbide e precede Kimi Antonelli di 659 millesimi. Terzo Frederik Vesti, sulla Mercedes di Russell, davanti ad Hamilton: appena cinque millesimi separano il danese dal britannico. Ayumu Iwasa, al volante della Red Bull di Max Verstappen, completa i primi cinque.

Il turno offre spazio anche a Nikola Tsolov sulla Racing Bulls, Gabriele Minì sull’Alpine e Leonardo Fornaroli sulla McLaren. Più complicata la sessione di Freddie Slater: l’Audi viene mandata in pista con una ventola di raffreddamento ancora collegata alla vettura, inconveniente che ne limita il lavoro. Problemi anche per Isack Hadjar, costretto a rientrare lentamente ai box, mentre l’arresto dell’Aston Martin di Jak Crawford provoca una Virtual Safety Car.

Con il ritorno dei titolari nelle FP2, Norris e Russell si inseriscono nella lotta per il miglior tempo. Il pilota McLaren riesce temporaneamente a precedere Leclerc, che riprende poi il comando e conclude davanti alle due Mercedes: Russell è terzo, Antonelli quarto a 217 millesimi. Verstappen chiude quinto, staccato di 311 millesimi.

Per Ferrari, però, il pomeriggio viene condizionato dal problema di Hamilton. Il britannico segnala una perdita di potenza e riceve l’ordine di fermare la monoposto. La sua sessione termina anticipatamente, con l’undicesima posizione finale e una parte del programma di lavoro rimasta incompleta. La segnalazione del pilota descrive il sintomo del guasto, ma non consente da sola di stabilirne la causa tecnica.

L’altra interruzione significativa nasce dal confronto ravvicinato tra Verstappen e Liam Lawson nel settore dello stadio. I due procedono affiancati e arrivano al contatto: i detriti rimasti sull’asfalto rendono necessaria una breve bandiera rossa. Entrambi riescono successivamente a proseguire.

Alle spalle dei primi cinque, Hadjar conclude sesto davanti ad Arvid Lindblad e Pierre Gasly. Lawson e Oscar Piastri completano la top ten. In casa Haas, Esteban Ocon lamenta difficoltà al servosterzo nelle fasi iniziali, mentre Gabriel Bortoleto può girare soltanto nella parte conclusiva del turno, dopo il lavoro dei tecnici Audi sulla sua vettura.

Il venerdì messicano consegna dunque a Leclerc il miglior riscontro sul giro, con Norris e Russell abbastanza vicini da mantenere aperto il confronto. Per la Ferrari il passaggio successivo sarà affiancare alla velocità mostrata dal monegasco la soluzione del problema che ha fermato Hamilton. I risultati delle libere costituiscono una prima indicazione; senza un confronto completo sui programmi e sui carichi di carburante, non bastano invece a stabilire una gerarchia sul passo gara.

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