Il pilota della Racing Bulls aveva conquistato l’ottavo tempo nelle qualifiche di Città del Messico, ma una violazione del regolamento tecnico relativa alla gestione della MGU-K ha portato alla sua esclusione. Partirà dal fondo della griglia.
Il weekend del Gran Premio di Città del Messico si complica ulteriormente per Liam Lawson. Il pilota neozelandese della Racing Bulls è stato squalificato dalle qualifiche di sabato 31 ottobre dopo che i controlli della FIA hanno evidenziato un’irregolarità tecnica nel funzionamento del sistema di recupero dell’energia della sua monoposto.
Lawson aveva ottenuto un brillante ottavo tempo, precedendo il compagno di squadra Arvid Lindblad. Un risultato che gli avrebbe consentito di partire dalla nona posizione, considerando la penalità di una posizione già ricevuta per un precedente episodio con Max Verstappen durante la seconda sessione di prove libere.
La decisione dei commissari sportivi cambia completamente il suo scenario in vista della gara: il neozelandese dovrà infatti prendere il via dal fondo dello schieramento.
L’irregolarità tecnica rilevata dalla FIA
La violazione riguarda il sistema MGU-K, componente della power unit che gestisce il recupero e l’erogazione di energia elettrica.
Secondo il rapporto del delegato tecnico FIA, la monoposto di Lawson non ha rispettato i requisiti relativi alla riduzione della potenza della MGU-K subito dopo il passaggio sulla linea di controllo, al termine del suo giro più veloce in Q2.
In particolare, la richiesta massima di potenza del pilota e la potenza elettrica del sistema ERS-K sono diminuite con una rapidità superiore a quella consentita dal regolamento tecnico.
La questione è stata quindi sottoposta ai commissari sportivi, che hanno convocato il pilota, i rappresentanti della Racing Bulls e i responsabili tecnici della FIA per esaminare quanto accaduto.
La difesa della Racing Bulls non evita la squalifica
Durante l’udienza è emerso che Lawson, dopo aver attraversato la linea di controllo al termine del giro, non aveva immediatamente rilasciato l’acceleratore.
Questo comportamento ha impedito al sistema di rispettare la modalità di riduzione della potenza prevista dal regolamento.
La Racing Bulls ha sostenuto che l’irregolarità non avesse prodotto alcun vantaggio prestazionale. Una circostanza che, tuttavia, non è stata considerata sufficiente per evitare una sanzione.
I commissari hanno sottolineato che il rispetto del regolamento tecnico è obbligatorio in ogni momento dell’evento, indipendentemente dall’eventuale vantaggio ottenuto.
Nella decisione è stato inoltre riconosciuto che la stessa Racing Bulls aveva segnalato spontaneamente la violazione, ma i precedenti regolamentari hanno imposto comunque l’applicazione della squalifica.
Dal sogno della top ten al fondo della griglia
Per Lawson si tratta di un epilogo particolarmente amaro dopo una sessione di qualifiche che lo aveva visto competitivo e capace di conquistare una posizione nelle prime dieci.
La penalità di una posizione ricevuta per l’episodio con Verstappen avrebbe rappresentato un contrattempo relativamente contenuto. La successiva esclusione per irregolarità tecnica ha invece cancellato il risultato ottenuto in pista.
Il pilota della Racing Bulls sarà ora chiamato a una gara in rimonta sul circuito messicano, dove dovrà cercare di recuperare terreno partendo dalle ultime posizioni.
La vicenda conferma quanto la gestione dei sistemi elettrici delle monoposto di Formula 1 sia sottoposta a controlli rigorosi, con conseguenze sportive significative anche quando un’irregolarità non produce un vantaggio prestazionale dimostrato.
