Penske e Porsche nella storia: terzo sigillo consecutivo alla Rolex 24 di Daytona

Lumen Digital Agency - #7: Porsche Penske Motorsport, Porsche 963, GTP: Felipe Nasr, Julien Andlauer, Laurin Heinrich celebrate on the podium with team

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 26 Gennaio 2026

La 64ª edizione della Rolex 24 At Daytona si è chiusa con un risultato destinato a entrare negli archivi del motorsport americano. Team Penske ha inaugurato la stagione del suo 60° anniversario conquistando la vittoria assoluta per il terzo anno consecutivo, confermandosi riferimento assoluto dell’era GTP.

A portare al traguardo la Porsche 963 n.7 è stato Felipe Nasr, autore di uno stint finale di altissimo livello che gli ha permesso di precedere di appena 1”569 la Cadillac V-Series.R n.31 di Jack Aitken, dopo un confronto diretto e serrato nell’ultima ora di gara. Terza posizione per la BMW M Hybrid V8 n.24 di BMW M Team WRT, al termine di una prova solida nella prima uscita ufficiale del programma IMSA GTP del marchio bavarese.

Il successo di Nasr ha un peso storico importante: il brasiliano eguaglia infatti la striscia di tre vittorie consecutive ottenute in passato da Helio Castroneves, rafforzando ulteriormente il legame tra Daytona e i piloti verde-oro. Per i suoi compagni di equipaggio, Laurin Heinrich e Julien Andlauer, si tratta invece della prima affermazione assoluta nella classica della Florida, con Andlauer al primo successo anche nel WeatherTech Championship.

Dal punto di vista statistico, il dominio Porsche-Penske è stato netto: le due 963 ufficiali hanno guidato 521 dei 705 giri complessivi, ma senza mai poter abbassare la guardia. BMW e Cadillac hanno mantenuto costantemente pressione sul vertice, mentre anche Acura ha recitato un ruolo attivo nelle fasi centrali della gara. Nove delle undici vetture GTP sono riuscite a comandare almeno un giro, segnale di una categoria sempre più equilibrata.

La gara è stata fortemente condizionata da una fitta nebbia notturna che ha imposto una neutralizzazione record: 6 ore e 33 minuti di full-course caution, la più lunga nella storia dell’evento. Alla ripartenza del mattino, poco dopo le 7 locali, la Rolex 24 ha ritrovato il suo ritmo naturale, culminando in un finale ad alta tensione.

Alle spalle del successo Penske, Porsche aggiorna il proprio primato assoluto salendo a quota 21 vittorie complessive a Daytona, mentre il team statunitense aggancia Chip Ganassi Racing e Wayne Taylor Racing per numero di successi consecutivi nell’era moderna IMSA.


LMP2: CrowdStrike rompe il tabù Daytona

In classe LMP2, la vittoria è andata alla CrowdStrike Racing by APR n.04, protagonista di una gara in rimonta dopo un contatto già nelle prime curve del primo giro. L’equipaggio formato da George Kurtz, Alex Quinn, Toby Sowery e Malthe Jakobsen ha ricostruito la propria corsa con grande lucidità, prendendo progressivamente il controllo della categoria.

La n.04 ha chiuso con un margine di 5”590 sulla Inter Europol Competition n.43, firmando il distacco più ampio tra tutte le classi presenti in griglia. Il successo ha un valore particolare per Kurtz, dopo le due beffarde seconde posizioni ottenute nelle edizioni precedenti, inclusa quella persa per appena 0”016 due anni fa.

Decisivo il finale di gara: CrowdStrike ha guidato 223 giri complessivi, ben 111 negli ultimi 120, nel momento più delicato della 24 Ore. Il premio Michelin Endurance Cup LMP2 è invece andato alla AO Racing n.99, nonostante una gara condotta a lungo al comando.