Antonelli, il Mondiale nel mirino: ad Austin il primo match point

Credit: Marco Rimola

Scritto da: Marco Rimola
Pubblicato il 23 Ottobre 2026

Kimi arriva in Texas con 102 punti di vantaggio su Russell e la prima possibilità di chiudere il campionato. Servono una vittoria e due risultati favorevoli, ma lui cerca di tenere lontani i calcoli: con Bono, la parola d’ordine è divertirsi.

Lo sguardo sulla coppa, il riflesso di un sogno: conquistare il trofeo più importante di tutti, il titolo mondiale piloti. Ad Austin il ventenne della Mercedes avrà la prima occasione per diventare campione del mondo. Non dipenderà soltanto da lui, ma per la prima volta il titolo potrà essere assegnato già alla bandiera a scacchi.

Antonelli arriva al Gran Premio degli Stati Uniti con 340 punti, contro i 238 di George Russell e i 229 di Lewis Hamilton. Restano sei gare e 150 punti da distribuire: il vantaggio è enorme, anche se per chiudere tutto domenica servirà un incastro preciso.

Nelle interviste del giovedì Kimi non ha nascosto quanto sarebbe speciale riuscirci, ma ha anche ridimensionato le aspettative sul fine settimana texano. A lui servirà un weekend perfetto, agli avversari un risultato negativo. Possibile, certo, ma abbastanza improbabile da rendere poco utile passare le giornate a fare conti.

Per questo, durante la riunione con il suo ingegnere Peter Bonnington, il messaggio è stato semplice: divertirsi. Antonelli vuole conservare l’approccio che lo ha portato fin qui, affrontando una gara alla volta. Otto vittorie e altri sei podi nei primi diciassette Gran Premi gli hanno dato ragione.

Le combinazioni per diventare campione

Con il calendario attuale, ad Austin esiste una sola combinazione di risultati che consegnerebbe il Mondiale ad Antonelli: Kimi deve vincere, Russell arrivare nono o peggio e Hamilton quinto o peggio. Le tre condizioni devono verificarsi insieme. Un secondo posto non basterebbe, nemmeno con Russell fuori dai punti.

Vincendo con Russell nono, Antonelli porterebbe il vantaggio sul compagno a 125 punti, esattamente quanti ne resterebbero nelle cinque gare successive. Anche un arrivo a pari punti a fine stagione, però, premierebbe l’italiano: avrebbe nove vittorie contro le tre di Russell, che potrebbe raggiungere al massimo quota otto. Hamilton, invece, deve restare fuori dai primi quattro: un quinto posto lo lascerebbe a 126 punti da Kimi, definitivamente escluso dalla corsa.

Nessuna condizione aggiuntiva per Verstappen, Leclerc e Norris: una vittoria di Antonelli li eliminerebbe comunque dalla lotta, indipendentemente dal loro piazzamento.

Il calendario potrebbe cambiare i conti

Resta poi la questione degli ultimi due appuntamenti, Qatar e Abu Dhabi. Al momento entrambi sono confermati: il 20 ottobre il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha ribadito la fiducia nello svolgimento delle gare, mentre Imola è stata indicata come possibile alternativa in caso di cancellazioni. I calcoli per Austin vanno quindi fatti sulle sei corse ancora previste.

Se il calendario perdesse una gara senza recuperarla, dopo Austin rimarrebbero soltanto 100 punti disponibili. Con due gare eliminate e nessuna sostituzione, scenderebbero a 75. Sono scenari ipotetici, ma il loro effetto sarebbe immediato: meno occasioni per gli inseguitori, una soglia più bassa da raggiungere per Antonelli. Anche sostituire Qatar e Abu Dhabi con un solo appuntamento significherebbe, nei conti del titolo, avere una gara in meno.

Per Kimi, intanto, il compito resta quello di completare il lavoro. In conferenza ha parlato del sogno coltivato fin da bambino, senza considerarlo ancora realizzato. Accanto a lui Hamilton, interrogato su quale consiglio dargli, ha risposto sorridendo: «Rallenta». Poi ha elogiato il suo talento, la calma e il modo in cui ha affrontato questa stagione.

Se il titolo arrivasse domenica, Antonelli diventerebbe il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1 e riporterebbe un italiano sul tetto del Mondiale per la prima volta dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953. È questo il peso del traguardo che lo aspetta. Prima, però, c’è una gara da vincere. E Kimi vuole cominciare da lì.

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