F1, i piloti prima di Austin: Antonelli pensa alla gara, Hamilton cerca risposte dalla Ferrari

Scritto da: Antonio Guidi
Pubblicato il 23 Ottobre 2026

Il possibile titolo di Kimi, le ambizioni della Rossa e le difficoltà di McLaren e Williams: sei piloti raccontano aspettative e obiettivi nella conferenza stampa del GP degli Stati Uniti.

Kimi Antonelli vuole affrontare Austin con la stessa mentalità che lo ha accompagnato durante la stagione. Lewis Hamilton difende la volontà di cercare la vittoria anche attraverso scelte strategiche diverse, ma invita alla prudenza sulle possibilità della Ferrari. Oscar Piastri lavora per ritrovare continuità, mentre Isack Hadjar chiede soprattutto un fine settimana senza problemi.

Nella conferenza stampa del giovedì, le dichiarazioni dei piloti restituiscono una Formula 1 nella quale convivono obiettivi molto diversi: la possibilità di chiudere il Mondiale, la ricerca della prestazione e la necessità di costruire basi migliori per il 2027.

Antonelli: «Una gara alla volta»

La possibilità di diventare campione del mondo è inevitabilmente al centro delle domande rivolte ad Antonelli. Il pilota Mercedes, però, evita di trasformarla nell’unico pensiero del weekend.

«È qualcosa di incredibile se ci pensi, ed è proprio per questo che cercherò di non pensarci», spiega. Secondo la sua valutazione, per chiudere i conti già ad Austin servirebbero un fine settimana perfetto da parte sua e risultati negativi degli avversari: una combinazione possibile, ma sulla quale non intende impostare il lavoro.

Il confronto con il suo ingegnere di pista Peter Bonnington è servito a ribadire un approccio semplice: divertirsi, concentrarsi sulla guida e affrontare un appuntamento alla volta.

«Prima cerchiamo di finire il lavoro nel modo giusto, poi potremo goderci il resto», sottolinea Kimi, consapevole del significato che avrebbe il titolo ma determinato a non anticipare i festeggiamenti.

Nelle sue risposte emerge soprattutto la differenza rispetto alla stagione d’esordio. Antonelli racconta di aver smesso di forzare continuamente il risultato e il tempo sul giro, dedicando più attenzione alla comprensione della vettura e al confronto con la squadra. Un anno trascorso con le stesse persone gli ha permesso di costruire fiducia e di affrontare meglio anche le situazioni difficili.

C’è poi il sostegno della famiglia, in particolare del padre, che definisce un punto di riferimento fondamentale. Kimi ricorda anche il ruolo della Mercedes nel suo percorso: il supporto ricevuto fin dal karting, spiega, gli ha consentito di arrivare a opportunità che altrimenti sarebbero state difficili da raggiungere.

Hamilton: «Volevo avere la possibilità di vincere»

Per Hamilton, Austin arriva dopo una gara di Singapore dalla quale ricavare indicazioni soprattutto sul piano delle decisioni.

Il britannico chiarisce perché avesse cercato una strategia diversa da quella di Charles Leclerc: non voleva limitarsi a seguire il compagno, ma provare a costruire un’occasione per vincere. Le proiezioni di un secondo e terzo posto, racconta, non soddisfacevano la sua ambizione.

La scelta di restare fuori durante la Virtual Safety Car è invece una responsabilità che si assume direttamente. Hamilton spiega di aver deciso in un istante, senza aver compreso che Leclerc stesse rientrando, e di essersi accorto quasi immediatamente che probabilmente fosse la soluzione sbagliata.

L’episodio ha portato a un confronto interno su come migliorare comunicazione e collaborazione. Non cambia, però, il modo in cui interpreta il proprio ruolo: continuare a mettere alla prova le soluzioni della squadra e le proprie convinzioni, accettando che qualche tentativo possa non funzionare.

«Vinciamo e perdiamo come squadra», ribadisce, aggiungendo quanto gli pesi lasciare punti per strada.

Sulle prospettive della Ferrari negli Stati Uniti, il giudizio resta prudente. Hamilton considera la Red Bull un riferimento molto difficile da battere e ritiene che, nell’ultima gara, abbia affiancato alla competitività in curva un vantaggio importante sui rettilinei.

Il piccolo aggiornamento previsto sulla Ferrari, secondo la sua stima, vale circa mezzo decimo: un contributo utile, ma insufficiente da solo a compensare il divario descritto. La speranza è quindi trovare un circuito favorevole e mettere insieme un’esecuzione precisa del weekend.

Hadjar: la velocità c’è, adesso serve continuità

Hadjar arriva in Texas con la frustrazione di non aver sfruttato quanto avrebbe voluto il potenziale della Red Bull negli ultimi appuntamenti.

Il francese racconta un fine settimana di Singapore segnato da problemi nelle diverse sessioni. Per questo, prima ancora di fissare un risultato, vuole poter lavorare e correre senza interruzioni.

La fiducia nella prestazione della monoposto rimane, ma Hadjar non considera automaticamente la Red Bull la vettura più veloce. A suo giudizio resta impegnativa da guidare e presenta debolezze sulle quali la squadra deve continuare a intervenire.

Nella sua lettura di Singapore, il contributo di Max Verstappen è stato decisivo soprattutto in qualifica: conquistare la pole e costruire le condizioni giuste per la gara avrebbe fatto la differenza nel confronto con la Ferrari.

È una valutazione che Hamilton non condivide pienamente. Le risposte dei due piloti evidenziano così quanto sia ancora aperta l’interpretazione dei rapporti di forza, anche dopo lo stesso Gran Premio.

Piastri: «Sto facendo progressi, ma voglio molto di più»

Piastri riconosce di aver ritrovato parte delle sensazioni che cercava, senza considerare concluso il proprio lavoro di adattamento alla McLaren.

Le difficoltà, spiega, non dipendono da un problema risolvibile rapidamente attraverso una modifica. Alcune caratteristiche della sua guida che funzionavano bene nella passata stagione sono diventate meno efficaci con la vettura attuale. Cambiare abitudini consolidate richiede quindi un lavoro tecnico e mentale.

Gli ultimi appuntamenti gli hanno restituito segnali incoraggianti, ma il livello al quale punta rimane più alto.

Per Austin, Piastri individua una sfida completa: le curve veloci possono valorizzare i punti di forza della McLaren, mentre quelle lente e prolungate mettono alla prova gli aspetti sui quali la squadra fatica maggiormente. Le novità portate sulla monoposto dovranno aiutare, pur all’interno di un quadro competitivo che considera ancora difficile.

Sul contatto di Singapore, invece, ritiene adeguata la gestione di Zak Brown e Andrea Stella e considera il confronto interno affrontato correttamente.

Sainz: Williams cambia adesso per farsi trovare pronta nel 2027

Sainz non nasconde il piacere di tornare al Circuit of The Americas, uno dei tracciati che preferisce per disegno, dislivelli e possibilità di sorpasso. Le aspettative sportive, però, restano misurate.

Secondo lo spagnolo, la Williams attuale non dispone normalmente della prestazione necessaria per entrare in zona punti. Il telaio alleggerito ha aiutato a raggiungere la Q2, ma in gara, quando i valori si stabilizzano, risalire oltre determinate posizioni rimane complicato.

Per questo la parte conclusiva della stagione viene utilizzata anche per cambiare procedure e metodi di lavoro. Sainz descrive una squadra impegnata in trasformazioni profonde, talvolta scomode da gestire durante un weekend, ma pensate per presentarsi meglio preparata al prossimo campionato.

Il pilota Williams richiama inoltre l’attenzione sul peso del calendario. Pur ribadendo la propria voglia di correre, sottolinea che le sequenze di gare ravvicinate incidono soprattutto sul personale delle squadre, che trascorre pochissimo tempo a casa.

Bottas: affidabilità prima di tutto per Cadillac

Per Bottas, il lavoro della Cadillac deve partire dalla capacità di completare le gare con regolarità.

Ripensando a Singapore, il finlandese elenca diversi elementi che hanno condizionato la prestazione: un problema di assetto, scelte iniziali su strategia e pneumatici e un pit stop lento. Il fatto di aver portato entrambe le vetture al traguardo rappresenta comunque un elemento utile in una stagione segnata dalle difficoltà di affidabilità.

Ad Austin arriva un piccolo aggiornamento, ma la priorità resta costruire il progetto senza compromettere il lavoro sulla monoposto del 2027. Bottas parla di un percorso lungo, nel quale ogni miglioramento deve contribuire a creare le condizioni per risultati futuri.

Il riconoscimento degli avversari ad Antonelli

Al di là delle rispettive difficoltà, un tema accomuna le risposte dei piloti: il riconoscimento della crescita di Antonelli.

Piastri lo considera un futuro campione meritevole, mentre Sainz mette in evidenza la capacità di reagire a un esordio complicato e di sfruttare le caratteristiche della nuova Mercedes. Hadjar si dice colpito dal livello raggiunto anche nel confronto con George Russell.

Bottas, che ne aveva osservato da vicino il lavoro nella passata stagione, sottolinea l’assenza di segnali evidenti di cedimento sotto pressione. Hamilton insiste invece sulla maturità del giovane italiano e sull’importanza della struttura che lo sostiene in Mercedes.

Kimi raccoglie gli elogi, ma conserva la stessa priorità: salire in macchina per cercare il miglior risultato possibile. Il titolo resta l’obiettivo; il lavoro per conquistarlo passa ancora dalla prossima gara.

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