Il WRC si prepara a introdurre una novità nelle riprese televisive: una telecamera integrata nel casco dei piloti, capace di offrire agli spettatori una visuale direttamente dall’abitacolo durante le prove speciali. Il primo esperimento ufficiale è previsto al Rally Italia Sardegna, appuntamento conclusivo della stagione 2026.
Come riportato da DirtFish, la tecnologia sarà sperimentata su una delle vetture M-Sport e, secondo le informazioni raccolte dalla testata britannica, il pilota coinvolto dovrebbe essere Jon Armstrong.
La tecnologia della Formula 1 arriva nel WRC
Le telecamere integrate nei caschi sono già utilizzate regolarmente in Formula 1, permettendo agli spettatori di osservare l’azione dalla prospettiva del pilota.
Il WRC vuole adottare la stessa soluzione, con l’obiettivo di rendere ancora più coinvolgente la copertura televisiva dei rally.
A confermarlo è stato Éric Boullier, CEO di WRC Promoter, intervistato da DirtFish.
«Rafforzeremo il reparto media per assicurarci un nuovo approccio ai contenuti. Già dal prossimo rally in Sardegna testeremo questa telecamera sul casco. È la stessa tecnologia utilizzata in Formula 1 e ho preso contatto con loro per assicurarci di poterla provare».
Primo test in Sardegna, possibile debutto nella diretta televisiva
La sperimentazione non sarà limitata ai test precedenti alla competizione. Boullier ha infatti confermato l’intenzione di utilizzare la telecamera durante il weekend di gara.
«Vogliamo effettuare un test dal vivo. La proveremo inizialmente giovedì e venerdì e, se funzionerà, potremmo vederla anche nella diretta televisiva».
La tecnologia ha già ricevuto l’omologazione e l’approvazione della FIA, oltre ad aver dimostrato la propria efficacia in Formula 1.
L’obiettivo è ampliare progressivamente il numero di telecamere disponibili sulle vetture, migliorando contemporaneamente la capacità di trasmissione dei dati dalle auto da rally.
Un WRC sempre più vicino agli spettatori
L’introduzione della telecamera nel casco rappresenta soltanto una parte del progetto di rinnovamento della comunicazione del Mondiale Rally.
Boullier vuole sviluppare una copertura digitale più ricca, capace di raccontare non soltanto le prove speciali, ma anche la vita nell’area assistenza, le emozioni degli equipaggi e le personalità dei piloti.
Una particolare attenzione sarà riservata anche alla domenica e alla Power Stage, con l’intenzione di rendere più efficace la trasmissione televisiva della fase conclusiva degli eventi.
Il CEO di WRC Promoter ha comunque ribadito la volontà di preservare il DNA del rally, modernizzando il prodotto mediatico senza modificare le caratteristiche fondamentali della disciplina.
Il Rally Italia Sardegna potrebbe quindi segnare l’inizio di una nuova esperienza televisiva per gli appassionati del WRC, portandoli ancora più vicino alla prospettiva dei protagonisti.
